Ore 12 - Berlusconi "se ne frega" della fronda di Pisanu e Scajola. Ecco perché ...

altroE’ solo la prima decade di ottobre ma nel Pdl e nella maggioranza tira aria da 14 dicembre 2010. Oggi come allora la fronda è tutta interna al Pdl: allora fu Gianfranco Fini a tentare di scalzare (senza successo) Berlusconi da Palazzo Chigi, oggi sono Claudio Scajola e Giuseppe Pisanu a guidare un folto drappello di deputati “scontenti” pronti a far saltare il banco.

Molte le differenze dal 2010. A cominciare dai promotori e dal progetto: Fini proveniva da An e puntava a una “nuova destra” repubblicana laica riformista alternativa al populismo demagogico di Berlusconi-Bossi. Scajola e Pisanu sono democristiani mai pentiti, con l’obiettivo di un nuovo “grande centro” che nessuno vuole chiamare DC ma che nei valori, negli ideali e nel modo di pensare e fare è la fotocopia della ex Balena bianca.

Altra forte differenza è lo stato di salute politica del premier, del governo e del paese oggi tutti nel loro punto più basso. Le occasioni per staccare in Parlamento la spina al governo Berlusconi non mancano. Ma la storia recente insegna che un conto sono i deputati che brontolano e minacciano e un altro conto sono i deputati che alla resa dei conti votano contro in Aula.

Il vero nodo riguarda la prospettiva. Che succede se Berlusconi cade? Tutto sarebbe più facile con un passo indietro del Cavaliere. Ma il “ghe pensi mi” non cede e non cederà, soprattutto non abbandonerà il campo neppure dopo un eventuale ko alla Camera.

Ammesso che le manovre di Scajola e Pisanu sfocino davvero in un voto da disarcionare Berlusconi da Palazzo Chigi, la conseguenza sarebbe la spaccatura del Pdl e la nascita di un nuovo partito personale del Cavaliere.

A quel punto, con la Lega non disponibile a mollare Berlusconi, l’alternativa è la nascita di un esecutivo di centro-sinistra di fine legislatura formato da Pd, Idv, Sel più Udc (Terzo Polo) e il troncone dell’ex Pdl. Cioè un governo-minestrone, una manna dal cielo per Berlusconi che soffiando sul fuoco della crisi economica, potrebbe puntare a vincere le elezioni del 2013. O Scajola e Pisanu hanno altre carte da giocare o Berlusconi può ancora dormire fra due guanciali.

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