Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Siria: ucciso un oppositore curdo, la crisi si allarga al Medio Oriente? La crisi siriana sembra non avere sbocchi. Al suo interno si inseriscono ormai dinamiche regionali che rendono la situazione sempre più difficile da districare. L’ultimo esempio è fornito dalla morte di Mashal Tammo, un leader curdo dell’opposizione, membro del Syria National Council. La Cnn riporta che Tammo, che era anche portavoce del Partito del futuro curdo, è stato ucciso venerdì a colpi di arma da fuoco mentre si trovava in un’abitazione privata nella città nord-orientale di Qamishli.

Ad accusare le forze di sicurezza siriane di aver ucciso Tammo non è però solo l’opposizione siriana. Le accuse sono state mosse ieri da due politici curdi iracheni. In particolare, il Primo ministro del Kurdistan iracheno Barham Salih ha postato un tweet in cui afferma che Tammo è stato “ucciso dalle forze di sicurezza siriane”.

Il tweet prosegue con un avvertimento al regime di Damasco: “Lezione dall’Iraq; la repressione non può sconfiggere la libera volontà del popolo siriano”. Il parlamentare curdo iracheno Mahmud Othman ha, a sua volta, postato un tweet in cui definisce l’uccisione di Tammo un chiaro esempio della mancanza di volontà di Assad di dare il via a riforme. “Le dimostrazioni continueranno finché non sarà nata la democrazia”.

Dichiarazioni di questo tipo rendono evidente come la repressione in Siria non sia più soltanto un problema interno, ma interferisca sempre di più con gli equilibri (e gli interessi) del Medio Oriente. Anche la Turchia ha condannato l’uccisione dell’oppositore, trovandosi, per una volta, sulla stessa lunghezza d’onda dei curdi. In un comunicato ufficiale, il Governo turco ha colto l’occasione per dare lezioni di democrazia ed esprimere la sua preoccupazione in merito ai crescenti attacchi del regime contro membri dell’opposizione.

La Turchia” si legge nel comunicato “si aspetta che l’Amministrazione siriana si renda conto al più presto che gli atti di violenza mirati a eliminare l’opposizione siriana, che intende esprimere le sue opinioni con mezzi pacifici, non possono far tornare indietro il corso della storia”.

Quello che potrà accadere se tali aspettative saranno deluse se lo chiedono in molti. Certo è che le ipotesi di un intervento militare turco in Siria non sembrano più così remote.

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