Visibilità = Notorietà = Fiducia? Forse no.

Incrociando i dati rilevati dal database di Bayes-Swarm con i risultati un sondaggio condotto da Repubblica www.repubblica.it/speciale/2008/sondaggi_ipr/fiducia_nel_governo.html, l’analisi cerca di verificare se esiste una relazione tra visibilità in rete, fiducia nell’operato e notorietà dei ministri facenti parte del Berlusconi IV.
I dati raccolti coprono l’arco temporale che va dall’8 di maggio, giorno della formazione del governo all’8 di giugno e sono consultabili nel sito www.bayes-swarm.com


Come si può notare da uno sguardo rapido gettato sui grafici allegati, i ministri più visibili sulle pagine di informazione politica in rete sono stati Franco Frattini, esteri, con il 17% del totale delle ricorrenze, il ministro dell’interno Roberto Maroni (14%), Giulio Tremonti, rientrante all’economia con il 13%, premiati in termini di visibilità da argomenti quali immigrazione, sicurezza, rifiuti e carovita che sono al centro dell’agenda politica e mediatica e Mara Carfagna, pari opportunità, anch’essa con un 17% ma che sembra avere una natura diversa da quella politica, visto l’interesse dimostrato per il passato da soubrette della neo-ministro.
Non hanno trovato spazio visibile Rotondi (attuazione del programma), Vito (rapporti con il parlamento), Sacconi (welfare) e Zaia (politiche agricole), penalizzati dall’assenza di argomenti rilevanti nelle materie di loro competenza.
Gli altri ministri si collocano tutti tra il 7% e l’1%.

Se spostiamo l’analisi sul versante della notorietà, non possiamo non notare che i ministri che risultano più noti alla gente sono il leghista Bossi e Tremonti, conosciuti al 94% degli intervistati. A seguire troviamo Calderoli (88%), La Russa (87%) e Maroni (85%). I sopracitati sono esponenti politici che hanno già ricoperto incarichi all’interno di altre legislature e, va da sé, che risultino i più noti. Per quanto riguarda i nuovi nominati, colpiscono subito le basse percentuali di notorietà di Zaia (15.5), Gelmini (26), Fitto (28,5) Rotondi (27.5) e Alfano (31). Questi dati vanno di pari passo con quelli sulla visibilità dal momento che soltanto Alfano e Gelmini riescono a ritagliarsi un piccolo spazio con il 2% mentre per gli altri si rimane fermi allo 0%.
Il ministro più noto, Bossi appunto, non va oltre un 6% in termini di visibilità, così come Calderoli con il 4%. Stesso discorso vale per Ignazio la Russa.

Ma, se la notorietà è diretta conseguenza della visibilità, attuale e precedente, i dati cosa ci dicono del rapporto che intercorre tra visibilità e fiducia?
Gli italiani intervistati ripongono maggiore fiducia in Frattini(61), Maroni(60), Tremonti(59) e Meloni(59). Se per i primi tre il rapporto con le percentuali di visibilità è molto stretto, discorso diverso è da farsi su Giorgia Meloni: nonostante riceva solo un misero 1% in termini di visibilità e sia conosciuta solo dal 50% della popolazione, sembra si possa azzardare l’ipotesi di una fiducia alla cieca, relativa alla giovane età ed al sesso del ministro per le politiche giovanili già vicepresidente della Camera. Ancora più eclatante il caso Zaia che, dopo non aver trovato visibilità e dopo esser finito tra i ministri meno conosciuti del nuovo governo Berlusconi (15.5), anzi, il meno noto, incassa la fiducia del 40% del campione del sondaggio. Percorso inverso, invece, quello di Mara Carfagna, premiata moltissimo in termini di visibilità non riuscendo, però, a riscuotere la fiducia degli italiani(solo 38%). Maria Stella Gelmini risulta essere il ministro di cui il campione del sondaggio sembrano fidarsi di meno (37.5).
I dati, quindi, non ci permettono di legare i visibilità e fiducia in modo stretto.

Facendo un confronto tra i due estremi del periodo preso in analisi, il giorno dell’insediamento e dopo un mese di attività, possiamo vedere come, per quanto riguarda la visibilità in rete, chi guadagna di più in punti percentuali è Bossi (9), seguito da Ronchi(7) e Tremonti(5), mentre coloro che perdono spazio visibile sono Frattini (-13), Maroni (-5) e Calderoli (-4).
In termini di percentuali legate alla fiducia la parte del leone la fa Renato Brunetta, che guadagna ben 16 punti, seguito da Sacconi (7) e Tremonti (6). Perdono di fiducia, invece, Gelmini (-3) e Meloni (-6).

Andrea Turi




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