Berlusconi "tira diritto". Opposizione sull'Aventino? Pd, ostruzionismo!

La situazione politica si fa sempre più intricata. Napolitano dice papale papale che: “Tocca “a Berlusconi indicare alla Camera nell'annunciato intervento di domani la soluzione che possa correttamente condurre alla dovuta approvazione da parte del parlamento del rendiconto e dell'assestamento".

Intanto le opposizioni sono sul piede di guerra, addirittura orientate a non ascoltare domani alla Camera le comunicazioni del presidente del consiglio.

In particolare il Pd valuta di non partecipare al voto di fiducia che seguirà alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Berlusconi. L'ipotesi, chiariscono i democratici, non si configura come un aventino, nel senso che i deputati dell'opposizione non diserteranno tutti i lavori delle commissioni e dell'aula di Montecitorio.

E' invece finalizzata a marcare una distanza da quella che Beppe Fioroni, che precisa di parlare a titolo personale, definisce come "un rito, una rappresentazione teatrale" che "non risolve i problemi del governo e che riguarda i rapporti tra berlusconi e il centrodestra.

Incalza Anna Finocchiaro: "Utilizzeremo ogni strumento concesso dal regolamento perché si torni a ripristinare il primato delle regole. L'obbligo delle dimissioni del presidente Berlusconi non è ovviabile". Così la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro annuncia l'ostruzionismo a oltranza del Pd. Un ostruzionismo che si concretizzerà in aula e nelle commissioni, come già è iniziato ad accadere per quanto riguarda la commissione Giustizia, dove è all'esame il ddl sul processo breve. "Che non ci sia un obbligo costituzionale alle dimissioni, dopo quanto accaduto ieri alla Camera, è fuor di dubbio, ma che ci sia un obbligo politico alle dimissioni del premier è del tutto derivabile".

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