Ore 11, Berlusconi alla Camera, da solo: il punto della situazione

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Stamattina alle 11 Silvio Berlusconi sarà alla Camera, in questi minuti - è iniziato alle 9 - è in corso un Consiglio dei Ministri per riscrivere l'articolo bocciato martedì, domani si voterà la fiducia al Governo. Parlerà a un emiciclo semivuoto: l'opposizione non ci sarà. Ma che cosa sta succedendo di preciso? Proviamo a fare il punto della situazione: tutto è iniziato l'altro ieri quando il Governo è "andato sotto" nelle votazioni sul bilancio consultivo. In realtà si è trattato di un pareggio - 290 voti pari - ma in quei casi il pareggio equivale a uno sconfitta.

Direte voi: che problema c'è, non può andare sotto in una votazione il Governo? In teoria può accadere tranquillamente - ed è accaduto svariate decine di volte in questa legislatura Berlusconi IV - ma l'episodio di martedì è senza precedenti. Non era mai accaduto nella storia dell'Italia repubblicana. E naturalmente non è accaduto per caso: è un segnale che la maggioranza non esiste più.

Chi mancava alla votazione, l'abbiamo scritto nelle ore immediatamente successive. Chi non c'era ha voluto mandare un segnale chiaro a Berlusconi: che o si cambia, o si va a casa (ipotesi quest'ultima decisamente incerta) e soprattutto ha voluto mostrare apertamente che la maggioranza non c'è più. Non c'era già più dal 14 dicembre scorso, dalla fiducia conquistata da Berlusconi a colpi di Scilipoti, Razzi, Calearo e Responsabili assortiti.

Non per niente l'ultimo è stato un anno vissuto solo su provvedimenti sparati in prima pagina sull'effetto annuncio, ma sono state solo chiacchiere. Decreto anticrisi 2011 e manovrona di Ferragosto a parte - imposta dall'alto, cioè dall'Europa - stiamo ai fatti: zero. Perché il Parlamento è impantanato da allora, dal 14 dicembre scorso, anzi da prima ancora. E quando non è impantanato, si occupa di questioni personali del Presidente del Consiglio - v. ddl intercettazioni, sul quale Berlusconi insiste ancora oggi - sempre che il Presidente del Consiglio non sia impegnato a progettare la difesa per qualche suo processo o al compleanno di Putin.

Ma stiamo sul punto: che cosa accadrà oggi alle 11? Berlusconi parlerà alla Camera, spiegherà cosa cambia dell'articolo "bocciato" alla Camera martedì, articolo che verrà riscritto completamente. Ma sono tanti i "si dice" che si rincorrono in queste ore. Dirà che non si ricandida nel 2013? Regolerà i conti con Tremonti? Dira il nome del "nuovo partito" di cui si sussurra da giorni, e per il quale si stanno già acquistando gli spazi pubblicitari in giro per l'Italia, per il quale esistono già grafiche, simbolo e immagine coordinata?

Vedremo dalle 11 in poi. Di sicuro chiederà la fiducia, che verrà votata domani. Sarà la cinquantatreesima - altri dicono cinquantunesima: un delirio, in ogni caso - chiesa dal Governo Berlusconi. E domani la prenderà tranquillamente: i numeri ci sono, purtroppo. Il Governo quindi non cadrà, né oggi né domani. Ma forse settimana prossima, come spiegava oggi Sardelli - un ex Responsabile, oggi in Popolo e Territorio - o forse mai, e tireremo avanti fino al 2013 in questo devastante nulla.

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