Ore 11, Berlusconi alla Camera - la diretta

diretta camera berlusconiTra pochi minuti Silvio Berlusconi interverrà alla Camera. In seguito al suo intervento ci sarà un'ora di discussione e al termine ci sarà la richiesta della fiducia: che verrà votata domani in tarda mattinata, intorno alle 12.30. Tra poco Berlusconi parlerà a un'aula semivuota, visto che le opposizioni hanno deciso di disertare la seduta: un Aventino 2011 che rende bene l'idea dell'aria pesante che si respira. Ma purtroppo domani la fiducia ci sarà: sarà da vedere come camperà il Governo dopo.

Dalle 11 su Polisblog l'intervento in diretta di Berlusconi alla Camera.

Ore 12.30 - Ora Gianfranco Fini, dopo qualche intervento trascurabile introduce Berlusconi che replica agli interventi e chiude. "Ringrazio tutti i colleghi per gli interventi a supporto del governo, che vaglieremo con molta attenzione, anche con colloqui che siamo disponibili a tenere nei prossimi giorni chiedendo a loro di farci pervenire le suggestioni che ritengono positive, perché stiamo lavorando al decreto per lo sviluppo e la crescita del paese. Autorizzato dal Consiglio dei Ministri, pongo la questione della fiducia, vi ringrazio"

La votazione sarà domani alle 12.30, mentre alle 11 ci saranno le dichiarazioni di voto.

Ore 11.39 - Ora parla Arturo Iannaccone, di Popolo e Territorio, cioè gli ex Responsabili di Scilipoti, Razzi Calearo e co. Direi che si può ignorare tranquillamente. Dando un'occhiata su Twitter, noto che non sono stato l'unico a seguire tra gli sbadigli l'intervento di Berlusconi. Che ha completamente deluso le attese, come spesso accaduto in occasioni di simili discussioni parlamentari. La sintesi migliore la offre Claudio Cerasa: "Discorso del Cav in sintesi: no declinismo, no elezioni, no alternative, sì difesa euro, bravo Napolitano e sorry per pasticcio alla Camera". Da sottoscrivere in pieno. Sembra che martedì non sia successo niente: le correnti? Ma va. La fronda? Macché. Tremonti? Neanche nominato. Pisanu e Scajola? Per ora non pervenuti. Un Governo che sta in piedi grazie agli ex Responsabili, che viene raccontato come lanciatissimo, forte, pronto alla riforme di cui si ciancia da decenni. La Lega Nord nell'intervento della Lussana tenta, un po' pateticamente, di continuare a essere il partito di lotta e di governo che non è mai stato.

Ore 11.34 - Ora parla Carolina Lussana, Lega Nord. Dice che tutti hanno apprezzato. Ma il boato più forte è quello dell'opposizione assente: "la maggioranza ha i numeri per governare, per andare avanti, ha slancio, ha idee". L'assenza dell'opposizione nel "pubblico" si fa sentire. Non facendosi sentire, si fa sentire parecchio: una seduta strana da seguire, non trovate?

Ore 11.24 - Possiamo tranquillamente ignorare l'intervento dell'On. Corsaro e fare il punto su quanto ha appena detto Berlusconi. Un intervento piuttosto piatto, non da spellarsi le mani. Ho come l'impressione che la firma sia di Giuliano Ferrara, in certi passaggi era proprio in quello stile - sul finale "erigere patiboli di carta, chi ama sfregiare il proprio paese e lapidare ogni giorno un nuovo capro espiatorio" - ma vediamo rapidamente cosa ha detto Berlusconi alla Camera. Ha chiesto la fiducia, si voterà domani, e la prenderà. Ha promesso le riforme, una promessa che si sente da tempo. Ma con quali numeri intendono farle? Con quelli di martedì. Le opposizioni, sempre per Berlusconi, sono "frastagliate, divise", e come sempre non sono pronte ad andare al governo. Non c'è spazio per un governo tecnico, che sempre secondo Berlusconi non avrebbe la forza per imporsi. L'Europa - e l'euro - mancano di una strategia condivisa e così come sono, sono instabili. C'è anche spazio per una lisciata di pelo a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica "vigilanza della presidenza della repubblica impeccabile". Insomma, un Berlusconi non in grandissimo spolvero. Vedremo se parla Scajola a breve.

Ore 11.23 - Berlusconi chiude parlando di riforme: "Riforme: sono già approvate dal governo, la riforma dell'architettura istituzionale dello Stato, la riforma del fisco, la riforma della giustizia. Chi nell'opposizione vuole continuare a erigere patiboli di carta, chi ama sfregiare il proprio paese e lapidare ogni giorno un nuovo capro espiatorio, sappia che ci troverà sulla sua strada, sempre e in ogni circostanza. Chi invece vuole fare proposte concrete, e intanto prepararsi alle elezioni del 2013, sarà anche nel confronto dialettico un interlocutore valido e utile per il paese le istituzioni si difendono con la serietà e la responsabilità. Vi ringrazio vi invito a confermare la fiducia al governo".

Termina l'intervento di Berlusconi. Ovviamente applausi. Fini apre la discussione: interviene Corsaro.

Ore 11.19 - Berlusconi non sta onestamente accendendo il pubblico, neanche quello del PdL. "A chi ci chiede un passo indietro rispondiamo che mai come in questo momento non possiamo accondiscendere a questa richiesta: non per conservare dei poteri, ma nella convinzione che questo governo non ha alternative, perché le elezioni anticipate non sarebbero una soluzione ai problemi che abbiamo. C'è in questo parlamento qualcuno che può credere che un governo tecnico avrebbe più forza di un governo democraticamente eletto? (...) abbiamo perseguito questo obiettivo con una manovra dolorosa che garantisce il pareggio di bilancio entro il 2013, un traguardo inimmaginabile che è giusto diventi un impegno vincolante anche nel futuro con una clausola specifica inserita nella nostra costituzione.

Ore 11.08 - Berlusconi spiega il rendiconto, e dice che c'entra con la fiducia, cita l'art 81 della Costituzione. Poi si scatena: "Sul piano politico non c'è alternativa credibile di questo governo nelle assemblee elettive di Camera e Senato. Non è un fattore aritmetico quello che decide ma è politico di eccezionale rilevanza. È finita l'epoca in cui i governi li faceva una casta di capi partito. I governi ora gli fanno gli elettori, votando il capo di una coalizione a capo della presidenza del consiglio (...) la vigilanza della presidenza della repubblica impeccabile stimola civilmente i soggetti della politica, il parlamento sorveglia e legifera (...) quando la maggioranza non c'è più la parola deve tornare agli elettori. Questo è il sale del bipolarismo, questa è la regola che protegge la stabilità degli esecutivi, chiunque governi. Prassi smentita a caro prezzo anche nel recente passato, questa norma democratica dobbiamo custodirla come un tesoro per impedire cada il discredito che il partito degli sfascisti diffonde. (...) Le opposizione sono frastagliate, divise. Sono addirittura sparite. Su chi vi parla c'è una campagna demolitoria, ma non hanno né un esecutivo, né un programma.

Una crisi del governo al buio determinerebbe una vittoria del partito della speculazione. Io sono qui e con me una maggioranza coesa al di là degli incidenti d'aula, per testimoniare che l'Italia ce la fa, ce la farà e riuscirà a battere la strategia del pessimismo. (...) Il cuore del sistema bancario europeo è sotto l'attacco della speculazione, i mercati sono volatili e minacciano la stabilità dell'euro, ma faremmo torto alla verità dei fatti se non si ricordasse che la moneta unica ha un vizio d'origine. La crisi economica subirà una svolta positiva solo quando l'Europa si dimostrerà capace di un passo avanti nel coordinamento delle politiche economiche, estere, di difesa. (...) Finché saremo un grande corpo economico con una piccola testa economica destabilizzeremo l'economia mondiale (...) L'Italia ha un debito enorme che abbiamo ereditato dal passato ma reso sostenibile dall'azione di questo governo.

Ore 11.05 Parla Berlusconi, chiede subito la fiducia. "Cari colleghi sono qui per chiedere il rinnovo della fiducia. (...) Una situazione anomala che dobbiamo sanare con un voto di fiducia politica. Il governo chiede che gli sia confermata la fiducia perché è consapevole dei rischi che corre dal paese, e i tempi imposti dai mercati non sono compatibili con quelli di certe liturgie politiche (...) siamo l'unico soggetto democraticamente abilitato a difendere gli interessi nazionali (...) Non vi nascondo la gravità dell'incidente di martedì (...) Ferme ovviamente le risultanze contabili del rendiconto il governo presenterà un nuovo provvedimento di un solo articolo, con tabelle e dati contabili delle singole amministrazioni delle singole aziende autonome. Il provvedimento sarà adottato dopo questo dibattito nuovamente sottoposto alla corte dei conti. Il governo ha il dovere di farlo.

Ore 11.02 - Fini apre la seduta.

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