Ore 12 - Berlusconi alla Camera semideserta, 23 minuti di autopromozione. Il premier veste i panni del ... capo dello Stato

altroIl commento più esplicito all’atteso discorso del premier Berlusconi alla Camera l’ha fatto Umberto Bossi con il suo plateale e intenso sbadiglio.

Quindi nessuna scossa nelle parole del premier: 23 minuti di autopromozione da venditore di lucido delle scarpe, puntigliose conferme del proprio “insostituibile” ruolo e “sviste” significative sul piano politico-istituzionale.

In sintesi il discorso è tutto qui: “Se sfiduciato, al voto! Passo indietro? Mai!”.

Non c’è, quindi, un Berlusconi nuova versione neppure come “finta” per dare il contentino a Scajola e ai suoi amici la possibilità di rientrare nei ranghi con la coda fra le gambe e il tascapane gonfio. Tant’è.

Ma al premier non si può non ricordare che non è lui (ancora) il capo dello Stato, che non è lui che decide, in caso di mancata fiducia e quindi di crisi del governo, cosa succederà dopo. Non c’è scritto da nessuna parte in Italia che alla crisi di governo corrisponde automaticamente il ricorso alle urne.

Spetta al presidente della Repubblica, in quel caso, tirare le conclusioni. Tutto qui. Per adesso, il premier si accontenti di incassare domani l’agognata fiducia. Per il resto si vedrà.

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