Indignados, di chi le responsabilità del caos di Roma?

Dopo le gravissime e inammissibili violenze di ieri a Roma ha fatto bene il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a manifestare al capo della polizia Manganelli “la vicinanza ai feriti e a quanti sono impegnati per assicurare l’ordine pubblico”. Ciò non toglie però l’esigenza di fare chiarezza sull’operato delle forze dell’ordine e del Viminale stesso che non sono stati in grado di prevenire il caos e di difendere, oltre i cittadini e il centro della capitale, anche 200 mila pacifici manifestanti da 500 infiltrati, provocatori, guastatori professionali, delinquenti abituali.

Chi sono questi incappucciati e perché sono stati lasciati liberi per troppo tempo di devastare il cuore di Roma? Contro i violenti hanno reagito con vigore gli stessi manifestanti. Gli “infiltrati” dei “servizi”, i dirigenti della polizia non hanno visto caschi e magliette nere?

Poi ci sarà una questione attinente alla giustizia, che non può far finta di processare i “compagni che sbagliano” limitandosi a una inutile ramanzina e lasciandoli subito liberi di tornare a delinquere. Ma prima di tutto, appunto, c’è l’incapacità (o la volontà) politica del Governo a far fronte ai suoi doveri di fronte ai cittadini e agli stessi manifestanti per garantire l’ordine pubblico. Subito dopo il voto di fiducia dell’altro ieri alla Camera non aveva il ministro Maroni, pomposamente e quasi seccato, affermato che era “tutto sotto controllo, tutto predisposto, nessuno poteva nuocere?”.

E quindi, delle due l’una: o c’è incapacità o c’è connivenza per delegittimare la manifestazione e i suoi sacrosanti obiettivi internazionali politici e sociali che in Italia trovano un motivo in più per lo squallore del governo moribondo di Berlusconi e per l’incoerenza e l’inconsistenza delle opposizioni.

Ciò detto, va aperta una riflessione sulla manifestazione e su chi la promuove e la gestisce. Proprio per la sua natura “spontanea” la manifestazione non aveva servizio d'ordine. Ma alla luce dei fatti, è ancora ammissibile tale impostazione? E le organizzazioni presenti come Fiom, Cgil ecc., pur non dovendo metterci il “cappello”, possono limitarsi a sventolare bandiere e, di fatto, a partecipare come “ospiti”?

Ci sono “cani sciolti” e gruppi organizzati e forse mandanti potenti nazionali e internazionali impegnati a oscurare il significato e il valore di una straordinaria giornata di lotta che mette a nudo la crisi del sistema capitalista e la nullità di questo governo di destra. Organizzatori e manifestanti non possono sostituire la polizia, che deve svolgere i suoi compiti istituzionali e fare il proprio dovere. Ma in certi casi l’ingenuità porta alla sconfitta.

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