Berlusconi - Lavitola: telefonate shock

Silvio Berlusconi al telefono con Valter Lavitola

Silvio Berlusconi al telefono Valter Lavitola evoca una trasposizione nella realtà del finale de Il Caimano (il controverso film di Nanni Moretti), con una serie di frasi shock:

Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...

E' proprio il quotidiano Repubblica a rendere noto il contenuto di queste telefonate. Questa, in particolare, decisamente inquietante, risale al mese di ottobre del 2009. Ed è depositata, come migliaia di altre trascrizioni, negli atti dell'inchiesta che la Procura di Pescara sta conducendo sui fondi dell'Avanti (il giornale clone del noto quotidiano dell'ex PSI, diretto proprio da Valter Lavitola): è contenuta in un cd ed è un atto pubblico, dunque pubblicabile. Il livello di confidenza che Berlusconi ha con l'oscuro Lavitola è davvero sorprendente, anche se si poteva già intuire in passato. E anche il contenuto dei pensieri del Presidente del Consiglio è sorprendente. Anzi. Inquietante.

La situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che si appoggiano a Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, e alla stampa estera. [...] Facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera.

Ma chi è davvero Valter Lavitola? Che ruolo ha, per raccogliere simili "confidenze" - va usato l'eufemismo, in mancanza di parole per definire il contenuto di quanto sopra - e per cercare di inviare addirittura appunti per emendamenti a Schifani (vedi la telefonata alla Brambilla del 30 ottobre 2009 alle 9.38)? E chi è, davvero, Silvio Berlusconi?

La domanda è lecita. Perché, fino a prova contraria e come ricorda lui stesso ossessivamente, Silvio Berlusconi è il Presidente del Consiglio, regolarmente e democraticamente eletto in altrettanto democratiche e regolari elezioni.

E il Presidente del Consiglio dovrebbe pensare, insieme al suo Governo, a governare. Invece, i pensieri di Silvio Berlusconi sembrano rivolti a tutt'altro. E ci risparmiamo le facili ironie sul bunga-bunga: qui c'è l'ossessione per quella stampa (persino estera!) che complotta contro di lui; l'ossessione per i giudici; l'ossessione per il fatto che ci sia un mondo intero a volergli male.

Può, un uomo in preda a simili pensieri, governare serenamente?

La domanda non è provocatoria: è serissima. Poi se ne potrebbero formulare altre, che riguardano i numeri in parlamento, il lavoro effettivamente svolto da questo Governo (si può avere una relazione in merito?) e il fatto che Berlusconi parli di rivoluzione e assedi con un tizio che, al momento, è latitante a Panama e che prima non si capiva bene a che titolo si trovasse in mezzo a una serie di foto di missioni all'estero di Berlusconi stesso e di esponenti del Governo.

Allora, forse, la domanda vera è una sola: ma chi ci sta governando?

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