I teppisti di Roma ridanno forza al centrodestra


Black bloc, antagonisti, estremisti di sinistra, indignati violenti: non importa il nome ma le conseguenze. E di sicuro è il centrodestra a ottenere i maggiori benefici dalla giornata d'inferno vissuta dalla capitale il 15 ottobre. Da diverso tempo non si vedevano così tanti esponenti della maggioranza scatenarsi in dichiarazioni d'attacco facile alla sinistra, definita corresponsabile moralmente di quanto accaduto.

I toni usati da Di Pietro in queste settimane, con i riferimenti alla "guerra civile" e all'avvicinarsi del "morto", sono quelli più strumentalizzati, forse a ragione, dai politici di centrodestra. Anche il colore della manifestazione è terreno di scontro: si imputa a politici e giornali legati all'opposizione di nascondere il fatto che nelle strade di Roma c'era anche molto antiberlusconismo e temi cari alla sinistra. Ed è anche facilmente criticabile la tendenza di alcuni commentatori a far sembrare caduti dal cielo i black bloc, come se fossero completamente sganciati dall'area dei centri sociali e della sinistra radicale.

E se ci sono dei mugugni su Maroni e l'attività delle forze dell'ordine non è perchè non hanno saputo controllare bene le piazze ma perchè piuttosto si chiedeva un pugno molto più duro, in grado di stroncare pesantemente la violenza sin dai primi momenti di tensione. Sotto questo punto di vista risulta un po' debole l'attacco alle forze dell'ordine da parte di chi, a sinistra, è indignato per l'incapacità di isolare i violenti e fare un filtro preventivo. Ci si chiede infatti quali sarebbero state le conseguenze di un controllo massiccio dei partecipanti, come quello fatto allo stadio.

Bisogna però sottolineare una certa incoerenza in questo approccio: a sinistra si criticano le forze dell'ordine sia quando intervengono con i manganelli, sia quando attuano un atteggiamento più prudente. E parliamoci chiaro, non esistono vie di mezzo anche perchè è sempre più palese che la violenza non è nata dal nulla ma è stata preorganizzata.

Il Giornale di oggi punta tutto sulle foto dei violenti, cercando di riproporre in Italia l'iniziativa che tanto aveva avuto successo in Inghilterra dopo i "riots" delle scorse settimane. L'intento è quello di cercare di individuare dalle immagini più teppisti possibile, segnalando poi alle forze dell'ordine i nominativi dei volti riconosciuti. Altro punto rilevante, molto presente nelle cronache, è quello della mano morbida della magistratura nei confronti dei violenti: per esempio i giovani arrestati per i durissimi scontri di metà dicembre a Roma sono stati tutti liberati.

Di sicuro, in definitiva, l'ennesima manifestazione tendente a sinistra che è sfociata in violenza lascia respirare l'esecutivo per qualche giorno, consentendo di dare una scossa a certo elettorato moderato, rimasto schifato e indignato dalle immagini di un pomeriggio da guerra civile.

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