Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Intercettazioni: interviene il capo dello Stato. Napolitano: “E’ un problema reale, dura da tempo. Servono soluzioni con larghe intese, anche tenendo conto del lavoro degli anni passati. Ci vogliono norme che devono garantire alcune esigenze fondamentali: la tutela della privacy, il ricorso misurato dello strumento delle intercettazioni. E’ una questione che prima si risolve e meglio è”.

Il nostro commento. Una volta tanto può far piacere ricordare che PingPong e altre nostre rubriche di Polisblog sul delicatissimo tema delle intercettazioni hanno sostanzialmente espresso le stesse posizioni del presidente Napolitano, a nostro modesto parere, corrette e valide. Questo in discussione è un problema reale. Va affrontato e risolto subito ricercando soluzioni con un accordo bipartisan. Vanno abbandonati (politica e magistratura) schematismi ideologici e di appartenenza. Va confermata la validità delle intercettazioni ma limitandone e regolamentandone l’uso. Nessuna interferenza verso i magistrati, i quali però non devono abusare del loro ruolo e dei loro strumenti. La magistratura deve limitarsi ad applicare le leggi e fare presente, nei modi e luoghi a ciò riservati, le osservazioni su questioni di pertinenza. Insomma, questo è un nodo da regolamentare in termini legislativi. Il governo, la maggioranza, l’opposizione, il parlamento si assumano la responsabilità che loro compete. Il paese valuterà e giudicherà.

Silvio Berlusconi: “Accolgo con grande rispetto la posizione e l’invito del presidente della Repubblica. Sì al dialogo con tutti ma poi la sintesi della proposta spetta al governo. Non vogliamo togliere ai magistrati il potere di indagare. Ma la libertà dei cittadini è sacra. Come lo Stato di diritto. Faremo il nostro dovere”.

Walter Veltroni: “Il capo dello Stato fa bene a intervenire su un tema così delicato. Per il Pd le intercettazioni restano uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale. E’ però inaccettabile che tutto questo finisca sui giornali”.

Angelino Alfano: “Di fatto, con 100 mila intercettati l’anno, è l’intero paese ad essere sotto controllo. E questo è inammissibile. Perciò dobbiamo mettere mano al codice di procedura penale che disciplina l’uso e la pubblicità delle intercettazioni. Il testo del ddl in consiglio dei ministri già venerdì”.

Antonio Di Pietro: “Quello annunciato dal governo è un colpo di mano che contrasteremo duramente in parlamento e nel paese. Se necessario lanceremo un referendum abrogativo”.

Fabrizio Cicchitto: “L’obiettivo della maggioranza è quello di evitare che la vita politica italiana sia attraversata da intercettazioni che riguardano fatti privati delle persone. L’ “ascolto” è diventato nella routine delle procure il principale strumento di acquisizione della prova”.

Silvia Della Monica: “Come senatrice ed ex pm dico che è impensabile limitare un mezzo di ricerca della prova. Occorre però definire l’area delle intercettazioni e intervenire su una materia sensibile come la privacy”.

Paolo Serventi Longhi: “Le proposte del governo violano la libertà costituzionale. Non è consentito a un potere dello stato abrogare il potere costituzionale di un altro potere, la Magistratura, e mettere anche il bavaglio all’informazione”.

Maurizio Gasparri: “Bisogna limitare fortemente il ricorso alle intercettazioni che fanno venir meno l’attività investigativa vera e propria e che quasi sempre determinano la pubblicazione di testi che non hanno alcuna rilevanza sulle responsabilità. Non è più possibile che vengano esposti a pubblico ludibrio persone che poi vengono prosciolte”.

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