Ore 12 - Il cardinale Bagnasco spinge i cattolici a "fare politica". Da Todi la nuova DC?

altroIl presidente della Cei Angelo Bagnasco apre il Forum delle associazioni cattoliche a Todi: "La Chiesa non cerca privilegi né intromissioni in ambiti a lei estranei. Ma i cristiani sono diventati massa critica nella società civile". Il cardinale prosegue: “La partecipazione alla sfera sociale è un obbligo per i cristiani, se per nessuno è possibile l'assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione".

Dopo queste parole cresce l’attesa per il meeting nella cittadina umbra. Tanto interesse deriva dal fatto che si vuole capire se parte davvero l’idea per la costruzione del nuovo partito dei cattolici, una Democrazia Cristiana riverniciata ma modellata e incentrata sui valori e sugli ideali della Balena Bianca, partito cardine della prima Repubblica.

“La buona politica per il bene comune” è il titolo del “conclave”, forse di basso profilo, perché di sfida vera si tratta. Ridotto all’osso, il progetto politico pare incentrato su pochi e precisi punti: nuovo sistema elettorale, nuova morale politica, fine del bipolarismo coatto, programmi per la famiglia, il sociale, il lavoro. Si comprende bene che non di temi “divini” si parla ma di questioni molto terrene e strettamente legate all’attualità politica. E’ sufficiente tutto questo per l’avvio della costruzione della nuova e unica casa politica dei cattolici italiani?

Parlare di nuova DC è antistorico ma già il solo evocarlo manda in tilt sia la destra che la sinistra. A gettare acqua sul fuoco sono per prime le stesse Gerarchie che smentiscono: “A Todi non nascerà nessun nuovo partito dei cattolici, nessuna nuova DC”. Doverosa precisazione, anche perché non è di pertinenza della Chiesa (almeno qui e oggi …) costruire partiti. L’obiettivo vero pare quello di far suonare le campane per risvegliare i cattolici, specie quelli imboscati negli attuali partiti senza più quello sguardo politico complessivo e profondo fuori dalle miserie e dalle mediocrità attuali senza però cadere in nostalgici e impossibili ritorni al passato.

Un punto di partenza da cui Todi si muoverà pare certo: i cattolici hanno sbagliato a fidarsi degli attuali partiti, hanno sbagliato a stare con il potente di turno Berlusconi o Prodi, basta con la delega, è ora di contare di più, di diventare protagonisti. Anche sulla spinta di Benedetto XVI, i cattolici sono portati ad andare al di là della difesa dei valori non negoziabili, per un impegno politicamente più fattivo. Con quali strumenti? Giungerà da Todi la risposta?

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