Elezioni Molise, il Pd incolpa Beppe Grillo per la riconferma di Iorio. Cui prodest?

In politica, come nello sport, si vince e si perde anche per un soffio e di solito chi incolpa il “destino cinico e baro” per le proprie sconfitte, non va molto lontano. Nelle elezioni in Molise si è confermato, se pur di stretta misura, il presidente uscente del centrodestra Iorio.

Dispiace che il pur rispettabile Dario Franceschini abbia perso un’altra occasione per tacere. Scrive infatti il capogruppo del Pd alla Camera: “Per un pugno di voti in Molise vince il candidato di destra, inquisito, grazie ai voti di Grillo, tolti al centrosinistra. Come in Piemonte”.

Più volte anche su Polisblog abbiamo rivolto critiche a Grillo e al suo movimento. Ciò non toglie che ancora una volta il Pd prende lucciole per lanterne.

A parte la frase di Franceschini con l’italiano sballato, in cui sembra che il presidente del Molise sia stato inquisito “grazie ai voti di Grillo”, ci si dimentica che in democrazia tutti hanno il diritto di presentare una lista, di correre alle elezioni, così come decidere di allearsi o non, di stabilire le proprie strategie e i percorsi politici.

Grillo viene messo in croce dal Pd (e anche dall’Idv) “perché un partito, un movimento deve perseguire il bene dei cittadini e l’interesse del Paese”. E, di grazia, chi lo decide questo interesse? Il buon Franceschini? E’ il Pd di Bersani la “ditta” giusta? Grillo non ha “sottratto” nessun voto, li ha conquistati. Grillo non ha regalato a Iorio la guida della Regione Molise. E’ il Pd con i suoi alleati che non ha vinto. Si vuole impedire a Grillo di fare politica?

Franceschini dovrebbe porsi una semplice domanda: perchè la gente, pur di non votare Pd, si rivolge altrove, votando persino per il Movimento 5 Stelle? La risposta la lasciamo a Bersani.

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