Veritometro: Cota e le divisioni nella Lega Nord



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"Nella Lega Nord non ci sono rotture o divisioni, siamo un gruppo monolitico"



Roberto Cota, 26 settembre 2011



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Roberto Cota era già noto alle cronache del veritometro di polisblog per aver detto del legittimo impedimento: "Questa legge in un paese normale sarebbe stata approvata in cinque minuti". Più recentemente ha dichiarato una cosa altrettanto implausibile a SkyTg24:

"La gente vuole risposte concrete, ma la base della Lega è tutta con Bossi, sa dove lui vuole portare il movimento e che non ci sono altri riferimenti. Sui giornali ne leggiamo di tutti i colori si parla di inquietudine, di divisioni: sono nella Lega da oltre vent'anni e posso assicurare che non è vero. Nella Lega Nord non ci sono rotture o divisioni, siamo un gruppo monolitico. Siamo diversi dagli altri proprio per questo. Capisco che non sembra vero e che qualcuno può anche rodersi del fatto che siamo un gruppo monolitico ma questa è la nostra forza, questo è l'elemento che ci caratterizza"

Caro Cota, se davvero non ci fossero divisioni nella Lega, a nessun militante verrebbe in mente di riprendere con il telefonino il congresso provinciale - in cui succedono queste cose:

Se davvero quella padana fosse una tribù monolitica, il figlio del capo non rilascerebbe dichiarazioni come queste:

Soprattutto, se la base fosse tutta con Bossi, i conduttori di Radio Padania non tratterebbero così male gli ascoltatori (video di Daniele Sensi):

Insomma, se tutti andassero d'amore e d'accordo all'ombra del Carroccio, Bossi non parlerebbe di uno dei principali sindaci del suo partito in questi termini:

"Tosi e' uno stronzo, uno che ha portato nella Lega un sacco di fascisti, cosa che non potra' essere sopportata per molto"

E cosa aveva dichiarato Tosi per meritarsi tanto odio? Qualcosa che appunto ha a che fare con le divisioni all'interno della Lega:

Il commento migliore a tutto questo l'ha dato Filippo Civati del PD - con una certa dose di autoironia:

Per anni hanno nascosto il dibattito interno, perché la Lega ce l'aveva duro, tutti insieme, all'unisono. Ed erano i giornalisti che si inventavano dissidi inesistenti, perché i celti si amano, tra loro. Da qualche tempo, invece, è tutto così colorito e travolgente, che non può non essere apprezzato. Da noi, ad esempio, sono vent'anni che se ne danno di santa ragione, ma quando ci si attacca, in un'assemblea, non si cita nemmeno il cognome della persona di cui si sta parlando: è tutta una perifrasi democratica e un po' ipocrita. Loro, loro no, loro si mandano proprio affanculo. Prima lo facevano con i terroni e con gli stranieri, ora lo fanno con i leghisti dell'altra corrente. L'evoluzione è notevole, se ci pensate.

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