Ore 12 - Dl "sviluppo", miraggio o trappola? Berlusconi: "Non ci sono soldi"

altroDai toni trionfalistici di pochi mesi addietro Silvio Berlusconi è passato adesso al: “Non ci sono i soldi”.

Così il dl sviluppo senza risorse finanziarie e senza una strategia credibile di rilancio economico resta un pezzo di carta. Una scatola vuota tale quale l’ultimo dl sviluppo del governo varato a maggio come medicina capace di rivitalizzare il Belpaese in coma e tutt’ora privo dei decreti attuativi.

Con il premier rinchiuso nel suo bunker ad affrontare i suoi problemi personali, con la maggioranza che si regge in Parlamento solo con i voti di fiducia, con ministri, sottosegretari, deputati impegnati solo a tirare a campare, a non perdere lo scranno e cercare di mantenerlo in futuro, con tutte le cricche a spremere il limone fino all’ultima goccia, non desta meraviglia il declino del Paese, di fatto senza governo e con prospettive alquanto nebulose.

In ordine di tempo, l’iceberg del caos è dato dal continuo rinvio della nomina del governatore di Bankitalia, un incredibile e deleterio braccio di ferro, pessimo esempio da “basso impero” fra Berlusconi-Tremonti-Bossi.

Proprio domenica prossima il governo italiano sarà messo in croce dalla Ue per la mancata nomina del successore di Draghi che causa grandi difficoltà nei delicati e complessi equilibri dell’economia e della finanza europea e mondiale.

La sostanza è che questo governo è attaccato a un respiratore automatico, non è certo in grado di definire e gestire una strategia di politica economica innovativa.

Ecco perché il Paese va alla deriva, senza guida. Ed ecco perché, opposizione a parte, anche Confindustria, Rete imprese e addirittura l’arcipelago dei movimenti cattolici spronato dalla Chiesa, chiedono a Berlusconi un passo indietro e la nascita di un nuovo esecutivo.

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