Veritometro: Berlusconi e il decreto su crescita e sviluppo



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"In settimana esamineremo le misure per la crescita e lo sviluppo e con questo decreto dimostreremo che il governo sta sempre lavorando sodo per l'Italia''


Silvio Berlusconi, 25 giugno 2011


Scoprite perchè dopo il salto

Silvio Berlusconi, il 25 settembre scorso intervenendo telefonicamente alla festa del Pdl a Cuneo:

"Ogni giorno ci chiedono un passo indietro. Stiano tranquilli perché non possiamo andare dietro alle aspettative dei media e dell'opposizione. Non ci dimetteremo se non dopo un voto di sfiducia in Parlamento che io escludo. In settimana esamineremo le misure per la crescita e lo sviluppo e con questo decreto dimostreremo che il governo sta sempre lavorando sodo per l'Italia"

La cronaca de "Il Sole 24 Ore" di ieri:

Rifletteva in questi giorni un ministro della Repubblica: «Le chiavi della cassa le ha Tremonti che non l'aprirà fino a quando Berlusconi non gliela darà vinta su Bankitalia, fino ad allora parlare di misure per la crescita è inutile». In sostanza se il premier non cederà sulla richiesta di mettere Vittorio Grilli alla guida di Palazzo Koch il Dl sviluppo stenterà a decollare. Ed è proprio quanto sta avvenendo. «Non c'è fretta» ha risposto ieri Berlusconi a chi gli ricordava l'impegno a varare il decreto entro il 20 ottobre. Un'affermazione che stecca con quel «tempo scaduto» sottolineato ieri da tutte le associazioni imprenditoriali, preoccupate per la latitanza dell'esecutivo. Berlusconi ammette che «soldi non ce ne sono» e dunque per il premier non resta che affidarsi alla fantasia: «Stiamo cercando di inventarci delle cose, speriamo di riuscirci»

Lo spread Btp-Bund dell'ultimo mese (fonte Bloomberg):


Che il decreto per crescita è sviluppo non abbia ancora visto la luce, è palese. Se e quanto il governo "stia lavorando sodo per l'Italia" è una questione che lascio al vostro giudizio.

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