Occupy Wall Street arriverà anche in Asia?

occupy wall street Oggi Downloadblog dedica ampio spazio a Occupy Wall Street, il movimento nato negli Usa - qui il loro sito - dalla scintilla di Adbusters che da Zuccotti Park sta facendo arrivare in tutto il mondo la sua indignazione. Indignazione per cosa? Per praticamente tutto: una delle critiche mosse al movimento è infatti quella di essere solo distruttivo, e non costruttivo, ma non è a mio modo di vedere una critica fondata.

Per il semplice motivo che è sbagliato applicare logiche classiche a un movimento come quello di OWS: lo spiega bene Douglas Rushkoff ricordandone le affinità con internet, trovate tutto su Downloadblog. Occupy Wall Street è un movimento aperto, inclusivo, partecipato, che non ha una direzionalità precisa - malgrado esista un manifesto con dettagliate proposte di riforme economiche - e se persino Bill Clinton li supporta, pur tirando un po' le orecchie per le poche proposte, e se persino la notizia finisce sulla Fox, se addirittura quel genere di proteste si allarga verso l'Asia e viene censurata dal governo cinese, bé, c'è da seguirla - come ha fatto per esempio ">Alessandro Ursic su La Stampa - scrive il Los Angeles Times:

Al momento il sito della New China News Agency - statale - non nomina nemmeno le proteste di Occupy Wall Street. "Penso che il governo voglia tenere le distanze da questo evento. Basta guardare su CCTV; c'è stata poca informazione su questo tema." spiega Jin Canrong, studente dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali, riferendosi al maggiore canale televisivo nazionale. I censori hanno anche ridimensionato la discussione di Occupy Wall Street su Sina Weibo, un servizio cinese di microblogging simile a Twitter (...) i risultati delle ricerche di "Occupy China" "Occupy Beijing" e "Occupy Shanghai" appaiono chiaramente come censurati, e mostrano la scritta "Questi risultati non sono mostrati in nome delle norme vigenti".

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