Veritometro: Der Spiegel, il debito pubblico italiano e l'introduzione dell'Euro









""Il comportamento degli italiani non è migliorato con l'introduzione dell'Euro. Al contrario, l'Italia decise che se non poteva più stampare moneta, la migliore soluzione sarebbe stata indebitarsi ancora di più'


Der Spiegel, 19 Ottobre 2011


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Non mi è ben chiara la ragione ma la qualità degli articoli sull'Italia del famosissimo settimanale tedesco "Der Spiegel" sta peggiorando drammaticamente negli ultimi mesi - in my humble opinion.

Prendiamo il più recente: già il titolo, ispirato a Ricky Martin (Living 'La Vita Bella' - Italians Leave Fears of Debt Crisis to Others) non promette nulla di buono. Le tesi centrali dell'articolo, poi, sono piuttosto strampalate.

Tesi n°1: sono i comuni italiani (Firenze, Siena, ecc.) che nel Rinascimento hanno inventato le banche e tutti gli strumenti finanziari e di indebitamento moderni. Per questo motivo, la propensione al debito è una caratteristica di lungo periodo degli italiani e delle loro istituzioni, che continua fino ad oggi.

Tesi n° 2: (testualmente) "E' difficile trovare qualcuno in Italia che sia seriamente preoccupato per lo stato delle finanze del paese".

Fin qui si tratta di analisi certamente discutibili (e secondo me sbagliatissime) ma legittime. Peccato che l'autore, nello sforzo di illustrare questa cronica e atavica propensione degli italiani al debito, finisca per incorrere in vere e proprie inesattezze, come quando afferma che:

"Il comportamento degli italiani non è migliorato con l'introduzione dell'Euro. Al contrario, l'Italia decise che se non poteva più stampare moneta, la migliore soluzione sarebbe stata indebitarsi ancora di più"

Un grafico pubblicato recentemente da lavoce.info, che illustra l'andamento del rapporto debito/pil dagli anni '60 ad oggi, ci aiuta a smentire questa affermazione:


L'introduzione dell'Euro si svolge progressivamente nel periodo compreso tra il Trattato di Maastricht (1992), il passaggio di poteri alla BCE (1998) e la vera e propria entrata in circolazione della nuova moneta (2002). Osservando il grafico si può constatare che questo è esattamente il momento in cui il rapporto debito/Pil raggiunge il suo massimo e comincia a declinare.

L'aumento più recente è quasi per intero attribuibile al crollo del PIL legato alla crisi che, diminuendo il denominatore porta ad un aumento del rapporto debito-ricchezza del paese.

Insomma sembra proprio che le cose siano andate al contrario di quanto descritto dallo Spiegel: con l'introduzione dell'Euro, l'Italia ha stabilizzato (con alcune oscillazioni) il suo debito - che però aveva già raggiunto, nel periodo 1960-1990, livelli elevatissimi.

Il punto non è difendere o meno il comportamento dei governi italiani che questo debito hanno prima creato e poi gestito. Si tratta piuttosto di difendere una regola del giornalismo: mai piegare i fatti alle tue tesi. La pena? Il veritometro di polisblog.

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