Val di Susa - La manifestazione No Tav del 23 ottobre. Il movimento: «Disobbedienza civile, nient'altro».

Manifestazione No Tav - Valsusa 23 ottobre Domani, 23 ottobre 2011, ci sarà una grande manifestazione No Tav in Val di Susa.
Da più parti si è parlato dei rischi del corteo: i No Tav sono stati individuati - perché la cosa fa comodo a tutti - come "mandanti morali" delle violenze di Roma. E se sulle violenze di Roma - e sulla violenza in genere - mi riserverò di scrivere qualcosa nei prossimi giorni, sulla manifestazione No Tav mi piacerebbe dire qualcosa da subito.

Partirò dall'inizio della trasmissione di Maurizio Crozza, Italialand - Nuove attrazioni. Perché nel monologo iniziale, Crozza ha raccontato la Tav con la sua ironia. Un'ironia che vale più di mille spiegazioni delle ragioni dei No Tav:

«22 miliardi di euro per un cantiere di 15 anni. I conti li ha fatti la mafia, quindi mi fido.»

«Un'ora e mezza per arrivare da Torino a Lione. Da Torino, in un'ora e mezza… zack… mi trovo a Lione. Ma che cazzo ci dovrò andare a fare da Torino a Lione?»

«Poi ci hanno spiegato che no, è per le merci. Un tunnel di 70 km per far andare le scatolette di tonno a 300km all'ora. Tonno insuperabile».

Tre battute che raccontano le ragioni dei No Tav con una semplicità disarmante. Ma veniamo alla manifestazione di domani. Alberto Perino, insieme ad altri No Tav, ha annunciato che sarà una giornata di disobbedienza civile e pacifica. La zona rossa è stata ampliata. Gli occhi di tutta Italia saranno puntati sulla Val di Susa. La stampa e molti politici, da Maroni della Lega a Esposito del Pd, hanno già decretato la possibilità che si replichino i fatti di Roma. Ma il movimento No Tav non ci sta: esiste da oltre 20 anni, ed è un movimento scomodo perché ha messo in luce il fallimento della politica delle grandi opere non concertate e, in 20 anni, ha ottenuto risultati. Chi lo conosce da tempo e dall'interno, il movimento, si augura che non venga spazzato via in un botto da chi, del movimento, non ha capito la natura e lo potrebbe usare per violenza di illusoria resistenza pseudozapatista o per violenza di stato.

Sul web, Ezio Bertok, No Tav da tempo, lancia un appello a tutti: Non restate a casa.

Molti si chiedono se non sia il caso questa volta di rimanere a casa, si chiedono se non ci sia qualcosa di vero in ciò che dicono i giornali scatenati alla ricerca del bis domenica prossima in Val di Susa. Per quel che possono valere le mie rassicurazioni vi dico che non ci sarà un bis.



Ezio racconta la sua esperienza e l'organizzazione di questa iniziativa:

Ho seguito molto da vicino questa iniziativa fin dal suo nascere oltre un mese fa, ho contribuito a costruirla insieme a tanti altri cercando di definirne all'inizio gli obiettivi e le modalità di svolgimento: obiettivi e modalità che sono state mantenute (anche, e soprattutto, dopo Roma): un'azione di disobbedienza civile di massa, fatta a volto scoperto e a mani nude. Esattamente ciò che abbiamo scritto, tutti voi credo abbiate letto.

Poi spiega come si svolgerà la giornata di domani:

Un'azione di disobbedienza civile praticata da centinaia, migliaia di persone non è cosa da ridere: si infrangono regole ingiuste, consci delle conseguenze a cui si va incontro. E lo si fa senza recare alcuna offesa a coloro che vengono chiamati a difendere l'illegalità reale spacciata per legalità, lo si fa anche se questi diventano nervosi e aggressivi.
E sarà esattamente questo, un'azione di disobbedienza civile che coinvolgerà un'intera valle: perché il movimento No Tav non permetterà che si trasformi in altro.

Infine, conclude così:

Abbiamo scritto che il nostro tentativo di dare un taglio alle reti sarà anche un tentativo di riaprire spiragli di democrazia, e siamo convinti che ci riusciremo. Ognuno di noi tornando a casa domenica sera potrà sentirsi orgoglioso di ciò che è stato fatto e di ciò che non è stato fatto, anche se si sarà fermato a Giaglione a intrattenere i bambini sognando un futuro diverso da quello difeso dal filo spinato nel "non cantiere" di Chiomonte.

E' quello che chiunque abbia a cuore le sorti del movimento si augura.

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