Rassegna stampa estera: l’Italia deve cacciare Berlusconi


Che cosa dicono i giornali stranieri del nostro paese in questo momento cruciale, fatto di downgrading, manovre lacrime e sangue e scontri di piazza? Il messaggio che viene da oltralpe è (quasi) univoco, ed è ben riassunto da un recente editoriale del Financial Times:

Fin dal voto dello scorso inverno, il Cavaliere ha tentato la propria sorte, in un tipico esercizio di politica del rischio calcolato che ha deliziato i suoi sostenitori. Tuttavia, proprio questo risultato ha portato l’Italia ad una situazione di stallo politico, che ha impedito la realizzazione delle riforme strutturali di cui il Paese ha disperatamente bisogno. Ciò ha contribuito alla crisi di fiducia che sta minando sia la condizione del bilancio italiano sia la sopravvivenza della zona euro.Questo impasse adesso deve finire.

I parlamentari italiani – e in particolare quelli che hanno contributo al recente incidente sulla legge finanziara poichè assenti dalla Camera dei Deputati – devono risolvere questa farsa, calando il sipario su un politico-plutocrate i cui risultati sono molto inferiori rispetto alle proprie esagerate valutazioni e alle aspettative di un elettorato disilluso da tempo.

L'austriaco Der Standard ha titolato esplicitamente "Cacciate Berlusconi dal governo":

Berlusconi è stato quindi sin dall’inizio una catastrofe per il suo paese. La situazione durante questi ultimi anni è talmente peggiorata, che la sua ulteriore permanenza ora causerebbe danni immediati ed irreparabili. Poiché negli ultimi mesi l’Italia è caduta in una profonda crisi economica. Senza un governo determinato, che con mano saggia eviti una bancarotta, Roma tra poco diventerà la nuova Atene – e trasformerà l’euro in carta straccia, dato che nemmeno il fondo di stabilità europeo con tutti gli ulteriori finanziamenti concessi fino a ieri, sarebbe in grado di sostenere una bancarotta italiana. (..) Finora sono stati gli elettori italiani a doversi vergognare per aver tollerato così a lungo Berlusconi. Ma se non ci diamo da fare in fretta, a breve avremo anche noi seri motivi per vergognarci, ma soprattutto dovremo pagarne le conseguenze, poiché Berlusconi è una bomba ad orologeria per l’euro e uno sgretolamento dell’euro sarebbe fatale anche per l’economia tedesca.

In questo quadro fosco, il britannico Economist non vede però facili soluzioni:

Un nuovo governo non sarebbe una panacea. Come gli analisti di S&P’s hanno notato, la resistenza alle riforme economiche strutturali di cui l’Italia ha disperatamente bisogno è diffusa tra sindacati, ordini professionali, monopoli consolidati e nel settore pubblico. Abbandonare Berlusconi potrebbe essere un buon inizio. Ma non sarebbe niente di più.

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