Elezioni in Tunisia, lunghe file ai seggi e la voglia di cambiare pagina

Oggi o domani dovrebbero essere annunciati i risultati delle elezioni in Tunisia. I cittadini hanno votato per eleggere i rappresentanti all'Assemblea Costituente, che dovrà scrivere la nuova Costituzione del paese. Milioni di tunisini si sono recati ai seggi (qui un articolo del Post), segno che nel paese la voglia di cambiamento è molto sentita. I risultati dovrebbero premiare il partito islamico Ennahdha che, secondo il Guardian, durante la campagna elettorale ha mostrato un volto moderato e democratico, ma non mancano i rischi di una svolta radicale. Un articolo sul sito del Corsera parla di una famiglia italiana che vive in Tunisia. Francesca Russo, la madre, ha detto:

"Il problema è che la gente non sa per chi votare e, con tutti i soldi che ha avuto, Ennahda ha maggiore visibilità degli altri. Hanno sottolineato i valori legati all’Islam come l’etica, la solidarietà, l’onestà di cui ha bisogno il Paese. Nella presentazione ufficiale hanno donne senza velo. Però quando parli alla gente che va ai loro incontri, dicono che là tutte le donne sono velate. [...] C’è chi nota le discrepanze tra il progetto dichiarato pubblicamente da Gannouchi (il leader di Ennahda[...]) e quello che predica in arabo nelle moschee."

Insomma, come al solito c'è il rischio che quello che viene promesso in campagna elettorale non sia realizzato, o siano realizzati altri progetti, più vicini ad una concezione non democratica della vita politica. D'altra parte, la democrazia non si esporta e, soprattutto, non nasce come per magia in una notte (o in una sola tornata elettorale). In più, come ricorda un articolo di Domenico Quirico, l'economia attraversa una profonda crisi e anche i blogger, che hanno avuto un ruolo molto importante nella Primavera araba, sono cambiati:

"Il più celebre tra loro, Slim Amamou, era entrato nel governo: ha dovuto dimettersi sommerso dagli insulti dei colleghi che lo accusavano di tradimento."

Qui trovate una utilissima guida della Bbc che descrive anche i principali partiti in campo. Non resta che sperare che la nuova Costituzione garantisca a tutti i cittadini i diritti civili e politici e non scivoli verso l'autoritarismo. Dipende anche da noi: continuiamo a tenere accesi i riflettori sui paesi mediterranei, altrimenti molto presto la Primavera araba potrebbe lasciare il campo al rigido inverno della dittatura.

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