Crisi nel governo, il decreto sviluppo e la fine di Berlusconi: governo a Letta?


Berlusconi getta la spugna? Secondo alcuni giornali come Repubblica, La Stampa e il Messaggero, ci sarebbe la possibilità di un "passo indietro" del premier, ma la vera notizia non è questa (Berlusconi non lascerà mai di sua volontà, credo che ormai sia chiaro a tutti), piuttosto altre frasi riportate dall'articolo di Rep. e pronunciate dal Cavaliere in un incontro con Bossi:

"Siamo con le spalle al muro e se non portiamo subito qualcosa a Bruxelles ce ne andiamo a casa tutti. Significa esporre l'Italia a un rischio enorme: te la senti di assumerti la responsabilità di farci fare la fine della Grecia? Perché è questo quello che accadrà."

Finalmente: se la ricostruzione è corretta, anche il Cavaliere, almeno in privato, ammette che siamo sull'orlo dell'abisso. E mentre ci si incarta su varie ipotesi (governo tecnico, governo nelle mani di Gianni Letta, "governo del Presidente"), restano ferme le posizioni leghiste: le pensioni non si toccano. Al massimo, si presenta un disegno di legge sullo sviluppo senza però mettere le mani in tasca ai pensionati. Ma anche la Lega ha i suoi problemi: mentre il Pdl sembra aver superato i problemi delle settimane precedenti (Scajola pare che sia tornato all'ovile), nel Carroccio le divisioni tra il Cerchio magico e i maroniani potrebbero spaccare anche il governo.Ovviamente, le posizioni della Lega potrebbero cambiare rapidamente, anche perchè sembra chiaro che, se cade Berlusconi, la maggioranza va in mille pezzi. Secondo Francesco Verderami:

"Per quanto si susseguano le suggestioni e i nomi su possibili alternative al Cavaliere, l'unica cosa certa è che una crisi farebbe coriandoli degli attuali partiti, a iniziare dal Pdl, dove si paventa un'emorragia di cinquanta deputati e trenta senatori."

Senza contare che in caso di crisi di governo, i parlamentari comprati il 14 Dicembre e nelle "finestre di mercato" successive potrebbero rapidamente cambiare bandiera (come dimenticare il mitico Luciano Sardelli che non molto tempo fa minacciava apertamente la maggioranza?). Una strada alternativa potrebbe essere quella dei condoni, ma è probabile che anche su questo punto i "malpancisti" nella maggioranza facciano sentire la propria voce (anche perchè non è detto che si raccolgano le cifre necessarie per evitare il disastro). Il vero problema è il fattore tempo. Entro domani Berlusconi dovrebbe annunciare all'Europa un piano concreto su conti pubblici e crescita, ma rischia di doversi presentare solo con un pugno di promesse. E questa volta sembra proprio che in Europa le promesse italiane non contino più nulla.

  • shares
  • Mail
12 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO