Fini contro i 'pianisti': "Si voterà con due mani"

Sembra di essere all’asilo, più che a Montecitorio. E così Gianfranco Fini, spazientito, ieri pomeriggio, ha annunciato: “Si voterà con due mani”. Il fenomeno dei “pianisti” è una vecchia piaga del Palazzo, osteggiato e combattuto da tutti ma, alla fine, quasi impossibile da risolvere.

Tenere tutte e due le mani del parlamentare impegnate a esprimere il voto, allora, diventa l’unico modo affinché una di esse non possa spostarsi (involontariamente?) sul banco del vicino assente.

“Per votare – ha spiegato Fini - i deputati dovranno premere contemporaneamente due pulsanti, posti a distanza congrua l'uno dall'altro, in modo che ognuno possa votare solo per se stesso”. Funzionerà? Siamo sicuri che in questo modo le vecchie volpi di Montecitorio smetteranno finalmente di “suonare”?

A margine, segnaliamo anche una proposta particolarmente bizzarra arrivata dal deputato leghista Giacomo Stucchi che, candidamente, ha suggerito ai Questori di installare sotto la sedia dei deputati un sensore simile a quello presente nelle auto dove, in pratica, scatta l'allarme in caso di mancato allacciamento delle cinture di sicurezza. Il parlamentare, infatti, per essere abilitato al voto dovrebbe così essere necessariamente seduto.

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