Ore 12 - Disastri del maltempo. Le colpe della politica

altroGoverno e Parlamento, di fatto tutta la casta, sono in ben altre faccende affaccendati che pensare alla prevenzione del territorio e dell’ambiente. Quando il maltempo, come in questi giorni in Liguria e in Toscana, provoca devastazioni e morti, tutt’al più ci si prodiga in condoglianze e in promesse future.

Ieri il governatore della Liguria Burlando commentava i gravissimi fatti con le lacrime. Cosa ha fatto la Regione per evitare questa tragedia annunciata? Siamo al solito giochino italico dello scaricabarile. A dirla tutta, non ci convince neppure il capo dello Stato Napolitano quando parla di un: “tributo molto doloroso pagato per i gravi turbamenti climatici in atto”.

Cambiamenti climatici indubbiamente reali e tutt’altro che da sottovalutare, ma non possono fornire alibi allo Stato e agli enti locali totalmente negligenti, e spesso anche impreparati a fronteggiare queste situazioni. Un temporale non aveva già messo in ginocchio la capitale d’Italia pochi giorni addietro? La verità è che quasi tutta l’Italia è a rischio idrogeologico e (quasi) da nessuna parte si cura il territorio, si fa prevenzione.

Politici e amministratori pubblici "inventati", la mancanza di cultura per l’ambiente, l’insensibilità, i tagli insensati ai bilanci, una urbanizzazione e una cementificazione selvaggia (nelle città del nord il cemento mangia ogni giorno dieci ettari di terreno!), l’abusivismo impunito e alimentato dai condoni, un modello di sviluppo incentrato solo sul business da rapina, hanno prodotto questa realtà da Paese del terzo o quarto mondo.

Il costo del dissesto idrogeologico degli ultimi 60 anni è stimato in oltre 50 miliardi di euro, solo per riparare i danni. Degli ultimi 2,5 miliardi del Fas, sforbiciati ripetutamente da Tremonti, alla fine sul territorio non è arrivato neppure un euro! Il governo è stato impegnato a gonfiare la Protezione civile del “modello Bertolaso”, basato sull’emergenza e incentrato sui poteri speciali che hanno scardinato i poteri ordinari favorendo cricche e speculatori e la mala pianta degli appalti drogati. In Parlamento, presentati dalla Associazione nazionale Bonifiche e irrigazioni giacciono 2500 progetti (dal valore di quasi 6 miliardi di euro) per la messa in sicurezza del territorio nazionale.

Giacciono, appunto. E nessuno li tira fuori dai cassetti. Siamo proprio sicuri che la salvezza sta nella riduzione dei parlamentari?

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