Pdl, lettera contro Berlusconi: via il premier per allargare la maggioranza

"Caro Presidente, devi fare un passo indietro". Ecco, in buona sostanza, il contenuto della lettera che alcuni parlamentari "ribelli" starebbero preparando contro il premier. Qui sotto uno stralcio della lettera, pubblicato da Repubblica:

"Ci sentiamo in dovere, con la lealtà e la sincerità che ti abbiamo sempre dimostrato, di rappresentarti il nostro critico convincimento sulla situazione politica dell'attuale maggioranza parlamentare che sostiene il tuo Governo. Dobbiamo oggettivamente registrare che l'esiguità dei numeri, in particolare alla Camera, non consente a questo Governo di poter affrontare neanche l'ordinario svolgimento dei lavori parlamentari".

Il Corriere riporta le parole di uno dei frondisti che, ovviamente senza rivelare il proprio nome, dice che Berlusconi se ne deve andare per permettere l'allargamento della maggioranza al "centro moderato" (ovvero, l'Udc, Fli e Api), in modo da togliere alla Lega il potere di ricattare il governo. Il nuovo Presidente del Consiglio? Gianni Letta.

E i "traditori"? Non si sa neanche quanti siano (secondo il Fatto ci sarebbero 60 parlamentari pronti a seguire Pisanu sulla strada dell'attacco al governo, secondo il Corriere sarebbero pronti solo 15 senatori, per La Stampa Claudio Scajola non farebbe parte della fronda perchè "risulta che un accordo (con Berlusconi, ndA) sia dietro l’angolo, con tanto di riconoscimento visibile al ruolo dell’ex ministro"). Qualche nome, però, è stato fatto: Lamberto Dini, Giuliano Urbani, Giuseppe Saro, Paolo Amato, Antonio Del Pennino, Giacomo Santini, Raffaele Lauro, Pier Giorgio Massidda, Roberto Antonione. Ovviamente, appena la notizia è stata pubblicata dall'Agi, è partita la valanga di smentite. Alfano ha detto che non è a conoscenza di lettere contro il premier e che si occuperà della questione quando riceverà "una richiesta in questo senso".

Seguiteci dopo il salto, vi spiegheremo perchè, questa volta, la minaccia al premier è più seria di quanto si potrebbe pensare....

Il problema per Berlusconi, però, non scompare: la maggioranza alla Camera è risicata (secondo Libero B. avrebbe detto ai ministri di restare stabilmente in Parlamento per evitare sorprese e garantire al governo i voti necessari) e la maggioranza potrebbe cadere da un giorno all'altro. Anche perchè tra i favorevoli all'allargamento della maggioranza ci sono Luciano Sardelli (che, prima della fiducia di due settimane fa aveva lanciato messaggi minacciosi al governo: ogni giorno potrebbe essere fatale...), Fabio Gava e Giustina Destro (che erano tra gli incerti prima del voto di fiducia e che, infatti, non si sono presentati in aula per salvare la maggioranza il 14 Ottobre). Insomma, nomi "pesanti". Che potrebbero far pendere la bilancia verso un esecutivo senza Berlusconi.

C'è un aspetto della questione che va considerato attentamente: Berlusconi non lascerà mai spontaneamente. Non lo farà perchè il suo ego lo obbliga ad essere una prima donna, perchè pensa di essere l'unico in grado di salvare l'Italia (secondo Libero avrebbe detto che "«Proprio adesso che l’Europa ha apprezzato il nostro piano di riforme, ho il dovere morale di rimanere a Palazzo Chigi e di portare a termine il programma") e perchè ha ancora conti aperti con la giustizia: per tentare di salvarsi ha una sola possibilità, rimanere Presidente del Consiglio.

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