Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Libia: chi deve processare Seif al-Islam? La domanda riguarda la giurisdizione sui crimini commessi dal figlio di Muammar Gheddafi. Mercoledì, il procuratore generale del Tribunale penale internazionale Luis Moreno-Ocampo ha dichiarato al Consiglio di sicurezza dell'Onu che il Tribunale dell'Aja è pronta a negoziare un'eventuale estradizione del figlio dell'ex rais libico. Come è noto, il Tribunale penale internazionale aveva emesso un mandato di cattura nei suoi confronti lo scorso 27 giugno.

Le tracce di Seif al Islam si sono perse dopo la morte del padre, lo scorso 20 ottobre; da allora il delfino del dittatore non è stato più visto in pubblico e, in un primo momento, si erano anche diffuse voci su una sua morte. Il 27 ottobre scorso, fonti ufficiali libiche avevano diffuso la notizia che il figlio del Colonnello sarebbe stato pronto a consegnarsi al Tribunale dell'Aja piuttosto che subire la sorte del padre.

Moreno Ocampo ha aggiunto che, da diversi giorni, il Tribunale dell'Aja non ha più contatti con lo staff di Seif al Islam.

Ma, posto che si consegni o venga catturato, a chi spetta processare Seif al Islam? Le autorità libiche hanno infatti fatto sapere di voler istituire un proprio processo. Su questo punto Ocampo è stato fermo. Citando lo Statuto fondativo del Tribunale penale internazionale, il procuratore ha dichiarato che Seif:

Potrà chiedere ai giudici di non ordinare il suo ritorno in Libia dopo la sua condanna o il suo fermo

I giudici” ha aggiunto Ocampo “potranno eventualmente decidere la sua estradizione verso un altro Paese

Al nuovo Governo libico resterebbe il contentino di poter eventualmente processare Abdullah al-Senussi, il cognato del colonnello ed ex capo dei servizi segreti del passato regime.

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