Ore 12 - Berlusconi, già "un passo avanti, due passi indietro"?

altroI sondaggi (per quel che contano) dicono che Berlusconi e il suo governo hanno il vento in poppa. Alla gente piace il decisionismo del Premier e del governo. Ma fra il dire e il fare, come sempre, c’è di mezzo il mare. E anche stavolta le promesse restano tali.

Tre i fatti emblematici. Il primo riguarda le intercettazioni. Ieri il governo è stato “strattonato” da Napolitano ed è stato costretto a fare una brusca marcia indietro. Ma quale decreto! E’ materia complessa e quindi si passa il tutto al Parlamento e … campa cavallo.

Idem, e siamo al secondo punto, per il decreto e il disegno di legge sulla sicurezza. Un tira e molla fra Pdl e Pd, fra governo e altri centri dello stato, con equivoci a non finire sul concetto di clandestinità o di ingresso illegale ecc. ecc. ecc.

Terzo, l’emergenza rifiuti. Berlusconi va a Napoli 6 volte in venti giorni, fa grandi annunci, lambisce e minaccia, ma tutto resta come prima, monnezza sulle strade, immagine dell’Italia zero, in un braccio di ferro infinito e inconcludente.

Di questo passo, a breve, la gente comincerà a capire che siamo alle solite: tante parole e pochi fatti. Perché, parafrasando Lenin, siamo a “un passo avanti, due passi indietro?”

Eppure Berlusconi e i suoi ministri sembrano avere idee chiare. Anzi, a volte, sembrano persino troppo “decisi”, negli annunci. I numeri per procedere in Parlamento, non mancano alla maggioranza.

Allora come mai si procede a zig zag o addirittura si sta fermi? E’ la democrazia, bellezza! O, in altre parole, è la nostra democrazia all’italiana, con i suoi mille poteri, lacci e lacciuoli, con le sue troppe leggi e le sue regole da interpretare. Dove porta una democrazia che non decide?

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