Roberto Calderoli presenta la sua semplificazione legislativa

Roberto Calderoli non è certo uomo che faccia della sottile diplomazia la sua arma migliore. Lo si odia o lo si ama, e le sue parole, come le frasi che lo hanno reso celebre, sono sempre nette e taglienti come una lama, che piacciano o no. Ecco perché quando si è deciso di creare un ministero apposito per tagliare le leggi (il primo nome era proprio "alla delegificazione") non poteva esserci candidato migliore.

Eppure in questo mese dedicato a emergenze e provvedimenti urgenti ci si era un po' dimenticati di lui, al punto da chiedersi se il dicastero avrebbe operato veramente o se si trattava della solita bufala all'italiana. E Calderoli, che non è certo tipo da tenersi lontano dalla luce dei riflettori, deve aver fiutato l'aria, capendo che era il momento giusto per tirare fuori il suo progetto riformatore. Vediamone insieme le linee guida, annunciate durante il question time di Montecitorio.

Il numero di leggi sarà ridotto del 25%, così come gli oneri amministrativi della P.A. (entro il 2012, in osservanza alla direttiva europea). Alla stessa Pubblica Amministrazione sarà fatto divieto di richiedere ai cittadini adempimenti diversi da quelli standard, accuratamente elencati sul web. La durata della carta d'identità sarà estesa da 5 a 10 anni, con obbligo di avviso automatico di scadenza, mentre la Gazzetta Ufficiale scomparirà nel tradizionale (e inutile) formato cartaceo assieme a molti altri strumenti che in futuro si troveranno soltanto in formato elettronico.

Verrà poi istituita una banca dati pubblica gratuita di tutte le norme vigenti e soprattutto la scure si abbatterà sull'annosa questione degli enti inutili, troppo spesso portati ad esempio di tutte le inefficienze dello Stato senza che si sia mai fatto nulla per eliminare questo spreco. Ma come possiamo fidarci che questa volta le cose cambieranno? Semplice, sarà fatto obbligo alle amministrazioni stesse di indicare gli enti da non abolire, prendendosi una chiara responsabilità (la scelta andrà motivata); tutti gli enti non citati saranno abrogati di fatto.

Una volta completata questa prima fase di semplificazione si passerà a migliorare la qualità delle leggi, accorpandole e rendendole più chiare e comprensibili, in base al principio del "meno scrivi meglio scrivi". Il tutto nei tempi più rapidi possibili.

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