George W. Bush e la Storia de L'Occidentale



Premetto, io non ce l'ho con L'Occidentale. Io non ce l'ho con nessuno. Lo dico perchè due post in 8 giorni (una settimana fa si parlava di Sessantotto) in contrapposizione a ciò che dicono nel blog di orientamento quotidiano potrebbero far pensare che sono prevenuto. Ma quando leggo che tal George Dabliù Bush sarà rivalutato e consegnato alla Storia come uno dei più grandi Presidenti americani della storia, mi viene da pensare che si stia esagerando un tantino.

L'articolo è firmato da Giuseppe De Bellis, ma sembra sia stato scritto direttamente dal Presidente o al massimo da sua moglie. Proviamo a leggerlo e a commentarlo insieme. L’Air Force One atterra a Roma e scende un uomo che ha cambiato il mondo. Sì l’ha cambiato: ha ereditato gli anni Novanta, ha gestito il post undici settembre, ha cominciato la guerra più difficile della storia degli Stati Uniti, quella al terrorismo globale. Oltre a gestirlo, l'undici settembre, probabilmente lo ha anche creato, ma purtroppo questa non è la Storia ufficiale.

Continuiamo. Bisogna aspettare, perché la storia non finisce e si trascina: la politica internazionale americana, l’esportazione della democrazia in Medio Oriente non possono essere giudicate adesso.
George Bush in medio oriente non ha esportato proprio niente, se non le sue armi. E' retorico lo so, ma quando si fa una rticolo su Bush non ci si può dimenticare della famosa ricerca alla pistola fumante di Saddam (mai trovata) , della difesa dei pozzi di petrolio, delle torture di Abu Ghraib, di Guantanamo e della dichiarazione di fine (e di vittoria) di una guerra che va avanti ancora oggi.

Questo è però il passo più caldo e più pieno di pathos: Roma ospita un potente che ha subito la più enorme campagna mediatica “anti” dell’ultimo secolo. La campagna militare in Iraq contestata come un affare personale, la caduta di Saddam Hussein presa come una specie di insulto all’umanità, la guerra ai Talebani che proteggevano Al Qaeda considerata quasi una azione contro un governo legittimo e democratico. Quando l’Iraq sarà definitivamente pacificato e l’Afghanistan anche, il mondo scoprirà che il poliziotto Bush sarà servito e avrà reso un favore all’umanità. Addirittura. Certo, se questo favore ce lo avesse reso suo padre nel 1991, ci saremmo risparmiati qualche centinaio di attentati, l'eccidio dei curdi, un paio di guerre, qualche migliaio di morti. Ma per carità, quello fu un errore di suo padre, mica di George junior.

Conclusione. Nel 2004 l’America ha avuto la possibilità di cacciarlo e non l’ha fatto. Vuol dire che qualcosa di buono questo presidente poco amato e molto oltraggiato l’avrà fatta. Qualcuno lo riconoscerà, prima o poi. L'America ha anche avuto la possibilità di non eleggerlo mai, nel 2000, e ci era anche riuscita. Ma la storia era già stata scritta. La stessa storia che rivaluterà George Dabliù. E per voi, che Presidente è stato George Bush Junior?

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