Elezioni anticipate 2012: ci saranno? Il candidato Pdl sarà davvero Alfano?


Le domande del titolo dipendono da due variabili cruciali: cosa deciderà di fare l'opposizione (stamattina Di Pietro litigava con Buttiglione su Rai3 perchè il primo non voleva il governo di larghe intese e il secondo, da buon democristiano, sì) e che fine farà il Pdl. Un partito forte ed unito ha un grande potere contrattuale (assieme alla Lega, naturalmente), ma se, come sembra dal solito retroscena di Repubblica, ci sono 50 parlamentari pronti a lasciare il partito in caso di elezioni anticipate, fare previsioni diventa davvero molto difficile. In più, come spiega bene anche Marco Castelnuovo su La Stampa, le dimissioni annunciate di Berlusconi permettono al Presidente del Consiglio di rimanere in carica ancora qualche settimana, per bloccare la nascita di un esecutivo tecnico (a guida Mario Monti?) o di un esecutivo sostenuto anche dai 50 "traditori" di cui parlava Repubblica.

Insomma, la posizione di B. è, come al solito, molto chiara: elezioni subito (qui un articolo del nostro Alberto Puliafito), anche se Dino Amenduni sul Fatto pensa che le dimissioni del Cavaliere siano solo un trucco per prendere tempo e pensare alle mosse future, non necessariamente a nuove elezioni. In questo caso, però, si aprirebbe un durissimo scontro con il Quirinale, che ha rilasciato un comunicato molto chiaro: Berlusconi si dimetterà dopo l'approvazione della legge di stabilità. E mentre Bersani boccia un esecutivo a guida Pdl (cioè a guida Letta o Alfano), proviamo a immaginare chi potrebbe essere il candidato premier del Pdl in caso di elezioni anticipate nel 2012.

Berlusconi? È il proprietario di Mediaset e Mondadori, ha una potenza di fuoco mediatica incredibile, ha (ormai sarebbe meglio dire aveva) una capacità comunicativa senza pari, ha enormi risorse economiche da investire in campagna elettorale. In più, ha conti aperti con la giustizia che possono essere risolti al meglio solo da Palazzo Chigi. In più, credo che il Caimano abbia ancora presa su una parte del Pdl e del suo elettorato, soprattutto se potrà impostare una campagna elettorale d'attacco dopo l'inevitabile macelleria sociale di un governo tecnico.

Alfano? È stato Ministro della Giustizia, è "l'uomo nuovo" nel Pdl, colui il quale potrebbe far sopravvivere il Pdl a Berlusconi, è stato designato come candidato premier dallo stesso Cavaliere in una serie di interviste questa mattina, alla Stampa e a Mattino5, ma ha davvero la capacità di "bucare lo schermo" e di mobilitare tutti gli elettori del Pdl (che, storicamente, sono più restii a recarsi alle urne rispetto ai sostenitori della sinistra)? Certo, avrebbe a disposizione i media di Berlusconi, ma un conto è essere il Caimano, un conto quello che Nouriel Roubini ha definito "il primo lacchè di Berlusconi"."

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