Esteri: il giro del mondo in tremila battute

Dossier AIEA sul nuclerare iraniano: Israele aspetta a dare una risposta. Le autorità israeliane hanno scelto un profilo basso. Le fonti governative isrealiane hanno fatto sapere che lo Stato ebraico sta aspettando le reazioni degli altri Paesi prima di esprimersi sul dossier dell' Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) che ha divulgato i piani di Teheran per dotarsi di armi nucleari.

Di fatto, Israele non vuole dare l'impressione di condizionare o guidare la comunità internazionale. Del resto, il dossier divulgato dall'Aiea non usa mezzi termini: in un allegato, scrive come l'Iran si stia dotando di tutta le tecnologia necessaria per costruire missili intercontinentali con testate nucleari. Una notizia che sarebbe suffragata dal lavoro di intelligence di almeno dieci Paesi, che non vengono tuttavia nominati.

In tutto questo, l'ordine di scuderia di Netanyahu ai suoi ministri è quello di tacere fino a nuovo ordine. Per evitare dichiarazioni contrastanti e fughe in ordine sparso su un tema così delicato, il Premier israeliano ha rilasciato ieri una dichiarazione in cui afferma che Israele sta studiando il report e che darà una sua risposta successivamente. Inoltre, Netanyahu ha dato istruzioni ai suoi ministri di non parlare dell'argomento con la stampa fino a nuove disposizioni.

Non dimentichiamo che, fino alla scorsa settimana, tra le autorità israeliane erano presenti posizioni diverse sulla necessità di un attacco preventivo all'Iran. Il dibattito e le relative polemiche erano rimbalzate sulla stampa internazionale dando l'idea di una notevole confusione.

Secondo il Ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, citato dal quotidiano israeliano Haaretz, la discussione su un possibile attacco israeliano all'Iran ha creato inutile panico nel Paese.

Dobbiamo chiederci: ‘Cosa abbiamo ottenuto’? Era una discussione profonda o superficiale?’ Il modo in cui il discorso è stato condotto e il comportamento delle persone, compreso quello di importanti figure istituzionali, è stato a tratti vergognoso

Comprensibile che ora Netanyahu voglia mantenere il massimo riserbo e prendersi tutto il tempo necessario prima di rilasciare dichiarazioni su un tema così sensibile.

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