Intervista con Vladimir Luxuria: il Pigneto, l'aria che tira, e tutto quanto (ultima parte immaginaria)

luxur

Ok, non ci sono di mezzo queste tre cose. Nè gli Afterhours con "Non sono immaginario", nè il capolavoro dei Cure "Three Imaginary Boys", nè l'omonimo ma italofono "Tre ragazzi immaginari" di Brizzi. In questo post vi racconterò tutto quello che avrei voluto chiedere a Luxuria nella memorabile telefonata di venerdi' scorso.

Odio fare le interviste per telefono. Mi piace guardare negli occhi la gente. Poco tempo fa mi era capitato di dover parlare per telefono con Charlie Wilson, un ex deputato del Congresso Americano che nella vita ha pensato principalmente a: fare sesso con donne stupende, bere, e finanziare guerriglieri afghani contro l'esercito sovietico negli anni ottanta. Uno stile di vita apertamente condivisibile.

Ma avrei voluto averlo davanti, invece lui era a New York, io dall'altra parte del telefono a Milano. Cose che capitano. Con Luxuria almeno si parlava in italiano. Vantaggio non da poco. Luxuria, come avrò ripetuto decine di volte infrangendo qualunque regola da scuola di giornalismo, sembrava appena sveglia. Gentile però, al contrario mio, che se fossi stato in quelle condizioni, con dall'altro capo del telefono un altro me, avrei avuto quella che si chiama reazione Burroughs.

Imbracciare un lanciafiamme e urlare come un ossesso attraversando un parco, incendiando i passanti. Brava Vladimir, dieci e lode per l'educazione, sinceramente, non me l'aspettavo. Mentre parlavo al telefono pensavo a cose come "Diavolo, ma come avrà arredato casa sua Luxuria?" voglio dire, compra le cose all'Ikea? Raccoglie poltrone semidistrutte per strada come faccio io? Anche lei ha bollette che non pagherà mai sul tavolo in sala? O ha scelto intelligentemente la domiciliazione bancaria? Ecco, questo mi sono dimenticato di chiederglielo.

E poi: era sola mentre parlavamo? Voglio dire, ecco i problemi del telefono, strumento meraviglioso. Non sai mai se l'interlocutore sia solo, in compagnia, nudo o appena rivestito dopo una doccia, o in pigiama. E ancora: cose semplici e banali come i prodotti contenuti nel frigorifero, o i prodotti da bagno, piuttosto che - uh oh! - chissà se Luxuria rifà il letto ogni mattina, o se ne sbatte. Credetemi: la vita è fatta molto più da questo genere di cose, che dal resto.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO