Le pagelle del sabato

Alessandro Battilocchio: euro shock. Voto + 8. L’eurodeputato del Partito socialista Battilocchio giudica paradossale il risultato del referendum irlandese che ha bocciato il Trattato di Lisbona. “E’ incredibile – dice il giovane sindaco di Solfa – che la bocciatura viene da una nazione che ha beneficiato più di tutte le altre dell’aiuto dell’Europa. Grazie all’Ue, l’Irlanda da Paese agricolo addormentato è diventato la “tigre celtica”. E’ una giornata triste per il progetto europeo. Adesso l’intera strategia di integrazione va ripensata. Basta essere condizionati da Paesi non interessati alla prospettiva europeista. L’Italia deve prendere atto di questa realtà e agire di conseguenza”. E’ l’Europa a due velocità. Finalmente ce ne stiamo accorgendo. Evidentemente c’è qualcuno di troppo nella Ue.

Maurizio Sacconi: new/old style. Voto – 8. Il ministro del welfare propone la sua ricetta da “bastone e carota” sul lavoro: “In Italia si fanno troppi scioperi. Ci vuole una normativa che li riduca”. Poi però aggiunge: “I lavoratori devono partecipare agli utili d’impresa. La detassazione di premi e incentivi voluta dal governo, ne costituisce la premessa ”. Giusto l’obbiettivo di nuove regole per cui non siano minoranze esigue a creare caos fuori da regole e leggi. Ma sotto sotto non si nasconde il tentativo di “incapsulare”la vicenda storica del diritto del lavoro? Comunque il tentativo di eliminare il conflitto sociale è roba vecchia. In una società liberale il conflitto degli interessi è normale e ineliminabile. Il ministro auspica il ritorno dei “bei tempi” del paternalismo e della carità? Ma allora, più che al ‘900, si vuol tornare all’800!

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