Ministero della Coesione Territoriale: una provocazione inutile e assurda


Quando oggi è stata annunciata la lista dei ministri, e con essa ovviamente anche quella dei nuovi ministeri, molti avranno fatto un salto sulla sedia nel sentir nominare il "Ministero della Coesione Territoriale". In parte per la sorpresa, e in parte (non solo leghista) anche per la forte perplessità di fronte a un elemento che invece che unire come il suo nome lascerebbe intendere finirà inevitabilmente per dividere.

Innanzitutto mi chiedo a che pro? A che serve un ministero di questa cosa non meglio identificata e molto astrusa; assimilabile a un dicastero della pace, dell'amicizia o dell'ovvio? Cosa dovrebbe fare il titolare della poltrona, stare tutto il giorno a pensare a nuove iniziativa in stile 150° dell'Unità Nazionale anche quando dal 1° gennaio i festeggiamenti saranno passati di moda?

Ma soprattutto apriamo una riflessione sul governo tecnico. Monti non è stato messo lì per farci uscire dalla crisi economica? Che senso può avere spendere soldi e dissipare energie in iniziative che non riguardino strettamente questo obiettivo, e soprattutto che abbiano un carattere politico ben distinto come il nome del nuovo dicastero lascia intendere.

La verità è che questa Coesione Territoriale va a porre una pietra tombale sul federalismo, del quale non a caso rimpiazza il ministero stesso, e sembra semplicemente quello che è: la punizione inflitta alla Lega per non aver voluto appoggiare Monti.

E il Carroccio dall'opposizione sorride dello "sgarbo": non gli si poteva fare regalo migliore. L'incasso alle prossime (non lontane) elezioni. Con buona pace del Presidente Napolitano, la cui mano dietro quest'operazione si legge lontano un miglio.

Nella foto: il neo-ministro Fabrizio Barca: meridionalista, ça va sans dire

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