Intercettazioni, norma "salva-preti"?

Scopriamo grazie alla Stampa una piccola particolarità del provvedimento sulle intercettazioni. Scrive Carlo Federico Grosso sulla prima pagina di ieri del quotidiano torinese:

E' assolutamente peculiare che il governo nella nuova normativa sulle intercettazioni, pensando forse ai reati di pedofilia ed alle relative, frequenti, indagini penali, si sia specificamente preoccupato di dettagliare che, quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano.

C'è già chi parla - sopratutto nella rete - di "norma salva-preti" dimenticando che il Concordato (revisionato nel 1984) prevede esplicitamente che l’autorità giudiziaria dia "comunicazione all'autorità ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici".

Ma a Lucia Annunziata che oggi nell'ambito del suo programma "In mezz'ora" faceva notare a Rosi Bindi come questa norma fosse presente anche nel disegno di legge preparato da Clemente Mastella, la vicepresidente della Camera ha risposto: "Se questa norma c'era, io non me ne ero accorta e chiedo scusa, perchè sono contraria a questo provvedimento. Posso solo dire: meno male che non è stato approvato".

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