Movimento 5 Stelle | Adele Gambaro espulsa

Non si tratta solamente di decidere del destino della senatrice, ma di andare alla conta decisiva. Per i dissidenti è il momento della verità. Alle 17 i risultati.

17.26 Si chiude così una vicenda tra il tragico e la farsa: il Movimento 5 Stelle ha espulso Adele Gambaro votando sul blog di Beppe Grillo.

Le operazioni di voto si sono concluse. Gli aventi diritto erano 48.292, di questi hanno votato in 19.790. Il 65,8% (pari a 13.029 voti) ha votato per l’espulsione, il restante 34,2% (pari a 6.761 voti) ha votato per il no. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

Il giorno della sentenza

Dopo il Processo, che però non si è visto, è il momento della votazione per l'espulsione di Adele Gambaro. Un processo curioso, quello in cui non si sente l'altra campana e il verdetto viene emesso sul blog di chi è a capo dell'accusa. È soprattutto curioso che nel post che dà il via alle votazioni, e che quindi dovrebbe essere neutrale, Beppe Grillo invece attacchi la senatrice.

E comunque si vota, per decidere del destino della senatrice rea di aver accusato Beppe Grillo di essere responsabile del flop del partito alle amministrative 2013. Le iscrizioni sono aperte dalle 12 e andranno avanti fino alle 17, ma possono votare solo gli iscritti al dicembre 2012 con documento digitalizzato.

Il processo ad Adele Gambaro

23.40: sarà la rete a decidere sulla sorte di Adele Gambaro. In 79 hanno votato per demandare alla rete il giudizio finale sull'espulsione della senatrice. In 42 hanno votato no, 9 gli astenuti.

La riunione, che non è stata trasmessa in streaming, è durata oltre 4 ore.

La sorte della Gambaro, che pure ha precisato, nel corso della giornata, di non voler lasciare il Movimento, è dunque appesa ai click sul web, secondo modalità che, verosimilmente, troveremo esposte presto sul blog di Beppe Grillo.

Con lei, secondo le stime di Nicola Morra, capogruppo al Senato del Movimento, ci sarebbero una ventina di senatori.

«Per noi non è un problema, anche Beppe aveva previsto che ci sarebbero state defezioni. Chi vuole può andare via»,

è la spiegazione di Morra.

19.06 Non ci sarà nessuna diretta streaming del processo ad Adele Gambaro. Si può solo pensare che sia stato deciso di evitare che lo scontro che probabilmente sta andando in scena non fosse la miglior pubblicità per il Movimento 5 Stelle.

18.32 Ancora nessuna diretta del processo, ma repliche in onda. Non si capisce se sia stato annullato lo streaming o se ancora non sia cominciato nulla.

18.17 Eccola, la diretta streaming. Il processo non è ancora cominciato, ma i parlamentari del M5S stanno discutendo della questione per le telecamere de La Cosa, probabilmente a minuti inizierà il processo.

18.07 Dovrebbe essere iniziata la riunione per decidere del destino di Adele Gambero. La riunione congiunta di senatori (che in maggioranza sembrano contrari all'espulsione) e deputati (tra qui c'è invece uno zoccolo duro più propenso alla cacciata) doveva iniziare alle 18 e venir trasmessa in diretta via web. Per il momento però dello streaming neanche l'ombra.

17.38 Resoconto di quanto detto nella riunione al Senato che precede il vero e proprio processo (che ancora non è chiaro se andrà in streaming o meno). La posizione di Adele Gambaro l'ha espressa lei stessa con queste parole: "Siamo tutti grati a Grillo ma i toni devono cambiare. Adesso siamo dentro le istituzioni e i toni devono cambiare, ma non voglio mettermi al suo livello. Gli sono molto riconoscente, lo stimo e penso sia una persona eccezionale, ma le critiche vanno accettate. Il dissenso va ascoltato". In linea di massimo tutti i senatori intervenuti fino a questo momento si sono detti contrari all'espulsione, anche se non sono mancate le critiche alla senatrice. È stato Vito Crimi a sottolineare che "quello delle 18 non sarà il processo per l'espulsione, ma per decidere se far decidere dell'espulsione al web". Un meccanismo già contorto, che diventa contorto ancor di più se si ricorda che chi vota contrario alla proposta sarà a sua volta espulso.

16.16 Iniziata la riunione al Senato che anticipa il vero e proprio processo ad Adele Gambaro.

Manca ancora qualche ora alla diretta in streaming del processo ad Adele Gambaro (processi in diretta con la condanna emessa via web, sembra una roba da fantascienza distopica), ma nel Movimento 5 Stelle sono tutti certi che la vicenda si concluderà con l'addio di alcuni dissidenti. A dirlo è anche il capogruppo alla Camera Riccardo Nuti, uno dei "talebani", intervistato da Repubblica.

Penso che alcune persone lasceranno il Movimento, questo non deve preoccupare né gli elettori né gli attivisti; la nostra priorità è lavorare per il programma e far conoscere le nostre proposte che da mesi sono coperte da questo tipo di dichiarazioni. Non credo che il Pd voglia cambiare maggioranza con qualche acquisto. L'obiettivo dei partiti è distruggere il M5S per fare lo stesso con il paese.

Nuti si riferisce alle voci che vogliono il Partito Democratico pronto al ribaltone nel momento stesso in cui una ventina di senatori a Cinque Stelle dovessero il lasciare il MoVimento e iniziare un dialogo con il centrosinistra. Un'ipotesi che al momento sembra essere abbastanza lontana, ma che nel caso ci fosse una crisi di governo potrebbe prendere piede.

Voteremo se chiedere o meno agli attivisti in rete cosa fare. Personalmente preferisco chiedere al web di esprimersi. L'attacco della Gambaro è stato a sangue freddo, con l'obiettivo di dividere il gruppo parlamentare da Grillo.

In queste parole di Nuti c'è qualcosa che non torna. Come si fa a dire che si "voterà se chiedere o meno", quando è stato detto che tutti coloro che voteranno contro saranno espulsi? Che senso ha chiamare le persone a votare con queste premesse? Il tutto si spiega solo dando per scontato che l'obiettivo sia andare a una conta interna che costringa i dissidenti a lasciare, cosa che ormai è chiaro essere il vero obiettivo di Beppe Grillo.

Nel M5S tutto pronto per il Processo ad Adele Gambaro

Nel Movimento 5 Stelle hanno rapidamente imparato a fare tattica. Lo si vede proprio in una delle giornate più importanti per il partito di Beppe Grillo, in cui il processo alla dissidente Adele Gambaro (alle 18, in streaming) sarà un modo per andare alla conta, capire quanti sono i ribelli e se hanno il coraggio di tirarsi fuori e formare un nuovo gruppo, come sembra ormai certo debba accadere anche alla Camera.

Il fatto è che, per come è stata messa giù, la questione Gambaro diventa un test per vedere quanti sono fedeli ai principi del M5S, invece - come sarebbe più giusto - che un modo per capire in quanti sono d'accordo sulla cacciata di una senatrice che ha la sola colpa di aver osato criticare il capo. Perché? L'inghippo sta nel codice del parlamentare, che recita:

I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza.

Quindi, la maggioranza dei parlamentari deve votare per far sì che l'espulsione venga proposta al popolo della rete, cui spetta l'ultima parola. Ma siccome in questo caso una maggioranza d'accordo con Grillo e i suoi talebani potrebbe non esserci, ecco che il quesito si trasforma in "È giusto che sia la rete a decidere di un passo indietro di Adele Gambaro?". In questo modo, chiunque voterà contro sembrerà porsi contro i militanti che seguono le vicende via web, mentre l'obiettivo potrebbe semplicemente essere salvare una loro collega. Ed eccola qua, la tattica politica imparata rapidamente dai vertici del Cinque Stelle.

Ma perché questa forzatura? Perché questo processo non dev'essere su Adele Gambaro, ma la conta decisiva. Chi ci sta, ci sta. Chi non ci sta, lo dica e tanti saluti. Si punta, insomma, a far votare in favore della senatrice solo i ribelli veri e propri, e ricondurre a più miti consigli chi non è d'accordo sulla vicenda-Gambaro in particolare, ma vuole certamente restare nel Movimento 5 Stelle.

Come finirà? Difficile a dirsi: al Senato la spaccatura è totale, mentre alla Camera la pattuglia di ortodossi è molto nutrita e farà quasi sicuramente pesare i suoi numeri, portando all'espulsione via web della senatrice. Ma prima di arrivare al voto, previsto attorno alle 18, il neocapogruppo Nicola Morra e il suo predecessore Vito Crimi(che ancora non ha del tutto passato il testimone) dovranno riuscire a bloccare l'ultima manovra dei senatori per provare a fermare il tutto.

I trenta di Palazzo Madama contrari al Processo cercheranno di mettere in minoranza i vertici e fermare il processo prima ancora che cominci. Ma è una mossa al limite della disperazione, che molto difficilmente avrà successo. Si andrà alla conta, e si vedrà chi ha la forza per tirare dritto o chi rientrerà nei ranghi per evitare a sua volta l'espulsione.

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