Silvio Berlusconi rilancia: "L'Italia sfori il fiscal compact". Palazzo Chigi: "Rispetto degli impegni"

Come reperire 8 miliardi di euro e far girare nuovamente l'economia? La ricetta di Berlusoni: "sforiamo il fiscal compact"

Enrico Letta: "manterremo gli impegni"

Interpellato dai giornalisti su quanto detto oggi da Berlusconi sugli impegni assunti dall'Italia in Europa, in particolare sul Fiscal Compact, Enrico Letta, al G8 in Irlanda, ha così ribadito la posizione dell'Esecutivo:

Ho ribadito l'intenzione a mantenere gli impegni assunti con l'Europa, in particolare a rispettare il tetto massimo del 3% di rapporto deficit-Pil. Per quanto riguarda certe dichiarazioni qui non c'è stata nessuna eco, nessun rilievo, non ne ha parlato nessuno. Probabilmente non ne sono proprio stati informati.

L'Ue: deficit sotto il 3%.

Il Commissario agli affari economici dell'Unione Europea Olli Rehn, al Parlamento europeo, ha indirettamente risposto (non citandolo insomma) alle esternazioni di oggi di Silvio Berlusconi sulla possibilità di sforare il fiscal compact.

Riconoscendo gli sforzi fatti sino ad ora dall'Italia, Rehn ha auspicato il rispetto degli accordi presi:

Occorre assicurare che il deficit resti sotto il 3% e fare le riforme richieste sono la chiave per la ripresa in Italia.

Insomma, dopo Palazzo Chigi ci ha pensato l'equivalente del ministro dell'economia europeo a tacciare l'ex premier italiano.

La risposta di Palazzo Chigi

Non meglio precisate "fonti" di Palazzo Chigi ex residenza professionale di Silvio Berlusconi, avrebbero così risposto alle parole dell'ex premier italiano, in particolare su quanto detto sul non rispetto del fiscal compact:

Rispetteremo gli impegni di bilancio, la nostra posizione resta la stessa ed e' stata ribadita anche nell'incontro di sabato con il presidente della Commissione europea, Jose' Manuel Barroso.

Sulle tasse e il tanto agognato blocco dell'aumento dell'Iva il pressing del Pdl sul governo è costante, giornaliero: dopo che il ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato ha, per l'ennesima volta, frenato sulla possibilità di evitare l'aumento dell'Iva, è arrivato a gamba tesa l'intervento del Presidente per acclamazione del Pdl, Silvio Berlusconi.

Durante la cerimonia di inaugurazione della casa di cura Villa San mauro di Pontida Silvio Berlusconi, occupato in questi giorni a ritagliare un nuovo vestito al Pdl (o a confezionarne uno nuovo, ancora non è chiaro perchè le riunioni, a palazzo Grazioli, sono continue) ha tirato la sua stoccata al governo, in cerca di 8 miliardi per rilanciare l'economia:

Il governo sta cercando otto miliardi di euro. Mi chiedo in quale azienda non si possano ridurre i costi dell'1 per cento. E' veramente innaccettabile che non si trovino questi fondi.

Non pago l'ex premier, fautore dell'aumento indiscriminato del debito pubblico durante la sua amministrazione della cosa pubblica (dati alla mano), ha consegnato la sua personalissima ricetta.

Una ricetta che, come vedremo, è istrionica come istrionico è il personaggio che la propone:

Bisogna che qualcuno nel governo abbia il coraggio e l'autorevolezza di andare a Bruxelles e di dire a quei signori: 'noi siamo in questa condizione perché ci avete cacciato voi con la vostra dannata politica di austerità. Dobbiamo rimettere a posto le cose, da qui in avanti il limite del 3 per cento all'anno e il fiscal compact ve lo potete dimenticare. Ci volete mandare fuori dalla moneta unica? Fatelo. Ci volete mandare fuori dall'unione europea? Ma no. Vi ricordiamo che noi versiamo 18 miliardi all'anno e ce ne ridate indietro solo 10. Ma chi mai ci manda fuori dall'una e dall'altra parte?

Insomma, battere i pugni a Bruxelles, tenersi pronti per l'uscita dall'euro (o la cacciata), sforare il fiscal compact e, a questo punto, mettersi il casco.

Non è proprio piaciuta l'intervista del ministro a Zanonato a laRepubblica, che ha visto attirare a se le critiche di Fabrizio Cicchitto, Renata Polverini, Renato Brunetta e, in ultimo, di Silvio Berlusconi.

Un Berlusconi apparso in grande spolvero, sorridente e con la battuta pronta: dal governo che non può trovare lavoro, perchè quello lo trovano (o lo creano) solo gli imprenditori, all'Imu (il cavallo di battaglia 2012-2013) che va abolita completamente per avviare un processo di riconciliazione tra cittadini e Stato.

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