L'intervista - Poretti (Pd): "Al Paese serve un'opposizione vera" (prima parte)

Donatella Poretti è senatrice del Pd in quota "Radicali". Nelle settimane passate quasi tutti i giornali hanno parlato di lei grazie a una racconto particolarmente simpatico che ha scritto per la figlia dal titolo "Alice nella Camera delle meraviglie" di cui vi diremo nella seconda parte di questa intervista.

Dalla sua Firenze, la parlamentare spiega a PolisBlog come le indiscrezioni di questi giorni relative all'introduzione di nuove leggi ad personam da parte del Governo non l'abbiano affatto stupita: "E perchè mai dovrei? D'altronde Berlusconi non ha mai smesso di curare i propri interessi. E' normale che ci siano simili leggi se si è convinti che i benefici personali possano essere tranquillamente mischiati a quelli del Paese". Eppure, quel giorno alla Camera, nel suo discorso di insediamento, abbiamo avuto l'impressione di avere di fronte un uomo nuovo. Ci siamo illusi? "Io no: ripeto, Berlusconi è stato ed evidentemente sarà sempre lo stesso".

Quali saranno, dunque, le reazioni del Pd a simili provvedimenti? E' a rischio il dialogo tra maggioranza e opposizione? "Vediamo cosa farà il Pd. Non ancora ci sono posizioni ufficiali a riguardo (l'ultimatum di Veltroni arriverà solo in tarda mattinata, ndr). E poi ... a mio avviso il problema è un altro: i democratici devono ancora decidere che tipo di opposizione fare. Al Paese serve un'opposizione vera. Non ostruzionista, sia chiaro. Ma che abbia almeno il coraggio di fare proposte differenti dal Governo. Le dico sinceramente e senza alcun problema che alle sfumature suggerite dal Pd preferisco di gran lunga i provvedimenti "originali" di Berlusconi".
Il Pd, ci dice la Poretti, "per ora resta una formula elettorale. Con l'aggravante di aver perso anche il suo padre nobile". Si riferisce a Prodi? "Certo. Quelle dimissioni avranno pure un loro significato ...".

(1. Continua)

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