L’intervista - Donatella Poretti e l'identità radicale (ultima parte)

Donatella Poretti, oltre ad essere senatrice del Partito Democratico è, prima di tutto, una radicale convinta. E così il suo colloquio con PolisBlog (dopo aver parlato di leggi ad personam e della favola “Alice nella Camera delle meraviglie”) termina proprio con l’analisi dell’identità radicale oggi.

In un momento in cui, a nostro avviso, l’assorbimento tecnico dei Radicali nel Pd, da un lato ha frenato l’indole “ribelle” del partito e, dall’altro ha ridotto la sua visibilità nei mezzi di comunicazione di massa, la Poretti ci spiega che “il problema è esclusivamente legato alla percezione: siamo un partito attivo - sottolinea - forse, anche più di prima”.

Eppure i cittadini non se ne accorgono. “Appunto. Ma non è una nostra colpa … semmai dei mass media: riusciamo sempre con più difficoltà a far filtrare i nostri messaggi. Le assicurò, però, che l’identità radicale non si è affatto indebolita”. Le battaglie del partito di Pannella, insomma, continuano. Nonostante il Pd e l’informazione.

(3. Fine)

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