Maturità 2013: "Individuo e società di massa", svolgimento

Nel liberismo alla Margaret Tatcher la "società non esiste, esistono solo gli individui". I totalitarismi agiscono in modo opposto. Ma quali sono le conseguenze di queste due contrapposte visioni novecentesche?

Maturità 2013: Individuo e società di massa, saggio breve di ambito artistico-letterario, svolgimento di Andrea Signorelli

Ogni società è composta di individui e un insieme di individui compongono una società. Questa affermazione, per quanto ovvia, è stata di fatto messa in discussione da due visioni radicali che hanno caratterizzato la politica novecentesca che ancora oggi non ci siamo lasciati alle spalle (il fatto che la nostra epoca sia considerata post-moderna, indica proprio che la modernità è ancora tra noi). Due visioni radicali che si possono esemplificare nel comunismo, che teorizza la supremazia della società sull'individuo, e dal liberismo messo in pratica, tra gli altri, da Margaret Tatcher, secondo cui "la società non esiste, esistono solo gli individui".

La differenza tra le due visioni è evidente, mentre le meno evidenti conseguenze a cui queste contrapposte visioni hanno portato sono ben esemplificate da Pier Paolo Pasolini nel suo testo "Acculturazione e acculturazione", tratto da "Gli scritti corsari". In questo testo Pasolini fa riferimento al centralismo fascista, e non a quello di stampo comunista, ma (nonostante lo scrittore e regista probabilmente non sarebbe d'accordo) tra le due ideologie totalitarie che hanno caratterizzato il Novecento c'è una fondamentale parte in comune: l'accento posso sulla massa.

Nel fascismo, e nei totalitarismi di destra in generale, a essere messa in rilievo è la nazione, la bandiera, come segno sotto cui si deve riunire la massa. Nel comunismo si antepone a tutto la classe lavoratrice, visto come un indistinto agglomerato di persone annullate nella loro individualità. In entrambi i casi, quando si agisce sulla massa senza considerare l'importanza della singolarità cui l'individuo non riesce, non può, rinunciare, facilmente il controllo viene esercitato attraverso la repressione. Questo perché, come dice Pasolini, "la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole", mentre i differenti strati sociali continuavano a sentirsi parte delle loro culture particolari.

Per questa ragione, nel momento in cui la società si ribella in massa (e un esempio della forza della massa, nonostante si riferisca a un contesto diverso, si vede nel testo di Elias Canetti "Il frutto del fuoco"), il controllo inevitabilmente sfugge alla repressione e la ribellione si può trasformare in rivoluzione. Tutti i sistemi totalitari, almeno nella storia europea cui qui si fa riferimento, finiscono (attraverso guerre portate dall'esterno o rivoluzioni portate dall'interno) con la completa cancellazione della forma di governo pre-esistente e l'abbandono del paradigma che le regolava. Proprio perché il "tenere a bada le masse" che ne sta alla base non può che sfociare, prima o poi, in un completo rifiuto.

Molto diversamente funzionano le società basate sull'individuo. Anch'esse esercitano una forma di controllo e di potere (ogni forma di governo esercita controllo e potere sui cittadini), ma facendo leva sui bisogni dell'individuo, e impegnandosi per soddisfarli, ottiene un'adesione convinta, di pancia e non solo di testa, che fa sì che ci possano essere ribellioni in momenti particolarmente difficili (come si è visto nelle rivolte in Grecia), ma che queste non sfocino mai in rivoluzioni che cancellano la forma di governo democratico-capitalista. Una forma di governo che, come spiega Remo Bodei in "Destini personali", procura "soddisfazione, in termini soprattutto quantitativi, di bisogni primari e secondari cui per millenni la maggior parte dell'umanità non aveva avuto pieno e garantito accesso".

È evidente, quindi, come nella società di massa (perché tale comunque rimane) regolata da un governo democratico-capitalista l'accento sia posto sull'individuo, che, soddisfatto nei bisogni della pancia, non sente il bisogno di una rivoluzione, ma semmai di esprimere anche duramente il proprio scontento, allo scopo di ottenere un leggero cambiamento delle politiche in corso, ma senza ribellarsi al paradigma che sta sotto.

Quando si decide di far leva sull'individuo attraverso una forma di governo come quella capitalista e democratica che ha preso il potere ovunque in Europa, l'individuo si sente libero, perché sente come spontanea un'adesione a determinati valori (in primis consumistici) che gli sono invece imposti, anche attraverso il potere dei mezzi comunicazione. L'assimilazione a questi valori, tornando a Pasolini, avviene anche attraverso la televisione, ma soprattutto diventa dogmatica. Oggi nelle nostre democrazie c'è piena libertà di scegliere un tipo di governo, purché sia capitalista. Sembra che nulla sia concepibile che non sia capitalismo e democrazia.

Nessuno potrebbe seriamente pensare di abbandonare il capitalismo che regge la struttura europea, ma soprattutto nessuno ne vuole davvero uscire, perché questa forma sociale blandisce l'individuo più che reprimerlo, agisce sui suoi desideri e si impegna a renderli omogenei e uguali per tutti, per poi soddisfarli. Crea un'illusione di libertà impossibile nelle forme di governo che annullano l'individuo. E tanto basta a garantirgli una duratura sopravvivenza, in alcuni casi plurisecolare, che nei totalitarismi basati sulla massa è impossibile.

Individuo e società di massa per l'ambito letterario del saggio breve

Quello che colpisce di questa traccia artistico-letteraria della tipologia B è il peso infinito dei documenti da cui prendere spunto. Ci vuole uno stomaco forte, ben foderato di anni di studio e, certamente, di una sensibilità personale un po' fuori della media.

Si va dalla trasformazione della società negli anni '50-'60 all'uso dei media nella comunicazione politica, fino alle comodità che la società mette a disposizione degli individui se questi hanno la capacità di gestire la modernità per il verso giusto.

Tra gli spunti anche tre immagini iconiche del '900: una foto di "Lascia o raddoppia?" i "Calciatori" di Guttuso e "Marilyn Monroe" di Warhol. Insomma la tecnologia e l'economia corrono a grande velocità, ma questo tema, per quanto adatto a pochi studenti (i più "intellettuali") l'avremmo potuto estrarre da una busta della maturità '75.

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