Blitz di Casapound contro la Croce Rossa: il rischio d'incendio e le accuse

Momenti di tensione ieri a Solferino (Mn) all'assemblea della Croce Rossa Italiana: alcuni militanti di Casapound appiccano un incendio all'esterno del capannone dove si teneva la riunione.

Non scorre buon sangue tra la Croce Rossa Italiana ed i militanti di Casapound: ieri, durante l'Assemblea nazionale dell CRI, che ha poi votato il nuovo statuto, c'è stato un blitz di alcuni militanti del partito di ultradestra; slogan, torce e fumogeni che, si presume involontariamente, hanno provocato un incendio all'esterno della struttura in cui si teneva l'assemblea.

A dare la notizia è stata la stessa Croce Rossa Italiana su Twitter:


Gli eventi sono stati così ricostruiti dalla stessa Croce Rossa: durante lo svolgimento dell'Assemblea nazionale a Solferino, in provincia di Mantova, un gruppo di militanti di Casapound ha organizzato una piccola manifestazione di protesta (circa 20 manifestanti) contro la Cri, per protestare contro la privatizzazione, le dismissioni e i 4.000 licenziamenti paventati.

Un blitz organizzato con megafoni, bandiere, slogan e fumogeni. Proprio tali fumogeni sarebbero la causa principale dell'incendio delle sterpaglie a lato del tendone dove si teneva l'incontro. I militanti di Casapound, in fuga come dimostrano le foto scattate dall'ufficio stampa della Croce Rossa, hanno così spiegato quanto accaduto:

"Ci stavamo dirigendo verso il cancello con in mano le torce e lo striscione 'Rocca: Stato sociale? 4000 famiglie a casa non possono stare', quando il cordone di sicurezza, per impedirci di entrare, ci ha deviati verso le sterpaglie e qualche scintilla è caduta sul terreno dando vita a un incendio. Speriamo che questo incidente non costituisca un appiglio per deviare l'attenzione dalla drammatica situazione in cui si trovano 4mila famiglie italiane e da quanto sta avvenendo qui a Solferino. [...]"

Con queste parole Marco Arioli, responsabile regionale di Casapound Italia Lombardia, ha spiegato quanto accaduto. Una spiegazione che però non è bastata per evitare un moto prese in giro da parte della rete, che su Twitter ha espresso in ogni maniera il proprio ironico sdegno.

Da parte sua Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa, ha dichiarato:

Manifestare è un diritto di tutti, ma mettere a repentaglio la vita delle persone utilizzando materiali pirotecnici in mezzo a sterpaglie secche è inaccettabile e vergognoso ed è a riscontro di una intollerabile stupidità.

Sull'intollerabile stupidità non si può essere che d'accordo. Sopratutto una volta viste le reazioni. A fine assemblea, la Croce Rossa Italiana ha votato ed approvato il nuovo statuto.

Via | Cri

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