Turchia, stop al progetto edilizio su Gezi Park: il tribunale salva gli alberi

Il progetto edilizio che ha contribuito a scatenare le proteste di piazza sarà bloccato

Il progetto immobiliare che interessava l'area di Gezi Park e piazza Taksim a Istanbul è stato bloccato da un tribunale amministrativo turco. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters: secondo un avvocato la sentenza è stata emessa ai primi di giugno - proprio nel periodo più caldo degli scontri di piazza -, ma è stata resa nota soltanto ora per motivi che non sono stati resi noti.

Nel piano era prevista la costruzione di una caserma ottomana, una moschea e un centro commerciale. E' possibile un ricorso delle autorità turche, ma per il momento tutto è stato bloccato.

L'occupazione di Gezi Park da parte dei manifestanti era stato il fulcro delle proteste contro il premier Erdogan: quest'ultimo il 14 giugno aveva annunciato che avrebbe bloccato il progetto fino alla definitiva pronuncia della magistratura sui ricorsi presentati, e in caso di approvazione avrebbe indetto un referendum popolare.

Intanto il vicepremier Besir Atalay - fonte Hurriyet - ha smentito le parole che gli sono state attribuite nelle ultime ore (avrebbe accusato la "diaspora ebraica" per le proteste delle scorse settimane):

"Gli incidenti di Gezi Park (a Istanbul) sono stati orchestrati dalla diaspora ebraica, che ha avuto un ruolo attivo in questi eventi"

Atalay ha smentito di aver rivolto accuse anche contro le "forze straniere" e i media internazionali.

Aggiornamento di Arianna Ascione

Nuove proteste a piazza Taksim: la Polizia sgombera la piazza


Migliaia di persone hanno occupato piazza Taksim: la Polizia esegue arresti e sgombera la piazza

Il calar della sera è anche il salir della tensione ad Istanbul, dopo che questa sera la Polizia ha nuovamente sgomberato piazza Taksim, occupata da migliaia di manifestanti nel pomeriggio: al lancio di garofani da parte dei manifestanti verso i poliziotti, un megafono ha dato l'ordine di sgomberare autonomamente la piazza in 20 minuti. In alternativa ci avrebbero pensato loro.

Le cariche, partite regolarmente con gli idranti, hanno fino a questo momento evitato lo scontro fisico, ma la tensione è palpabile in piazza Taksim, uno dei luoghi simbolo della protesta turca: dopo le ultime dichiarazioni del ministro degli interni Guler infatti, che ha spiegato come la protesta sarebbe stata organizzata più di un anno fa, da un gruppo terrorista di sinistra chiamato Mlkp, la polizia ha effettuato una nuova ondata di arresti, fermando 23 persone accusate di di manifestare a favore di gruppi "terroristi" dell'estrema sinistra.

Gli occupanti, che esponevano striscioni come «Taksim è dovunque» o «Solidarietà per Taksim», mentre la polizia cominciava lo sgombero hanno cominciato un vero e proprio concerto al centro della piazza, migliaia di pentole e clacson contro il governo.

Nel frattempo il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, crollato nei sondaggi dal 50% al 35%, ha inviato il suo messaggio di solidarietà al governo brasiliano, spiegando anche che il Brasile è vittima dello stesso complotto, messo in atto per destabilizzare i governi dei due paesi:

"I simboli sono gli stessi, i manifesti sono gli stessi, Twitter, Facebook sono gli stessi, i media internazionali sono gli stessi. Le proteste sono condotte dallo stesso centro.
Stanno facendo del loro meglio per ottenere in Brasile quello che non hanno potuto ottenere in Turchia. E' lo stesso gioco, la stessa trappola, lo stesso intento."

Parlando a migliaia di sostenitori del suo governo a Samsun, il premier ha ribadito il complotto cui la Turchia sarebbe vittima, un complotto internazionale messo in atto da forze straniere, banchieri e media.

Foto | © Getty Images

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