Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Senato: è scontro sugli emendamenti “salva premier”. Insorge l’opposizione. Rottura fra governo e Pd. Veltroni: “Si vuole intimidire la giustizia. Fondato l’allarme di chi invoca un’emergenza democratica”. Berlusconi: “Il Pd torna alla baionetta per superare la propria crisi”. L’Idv: “Dittatura dolce”. Il Premier ricusa il giudice del processo Mills. L’Associazione magistrati contrattacca: “Chi governa non può denigrare i giudici”. Preoccupazioni al Quirinale.

Il nostro commento. Torna lo scontro aperto sul nodo rovente della giustizia. E in poche ore si è passati dall’inciucio alle baionette. Il Pd torna in trincea. Il Pdl se ne frega e tira diritto rivolgendosi direttamente agli italiani. Il voto siciliano (e i sondaggi nazionali) premiano la linea decisionista del governo e puniscono il Pd e il centrosinistra. Alla gente non frega niente delle norme salva premier? Vedono in Berlusconi un italiano vessato come tanti e quindi lo appoggiano nel suo “dar di spugna” anche se il Cavaliere “forza” la legge? Forse è così. E non è vero che siamo in Bolivia. Certo è che siamo in una “nuova” Italia: incurante del governo impegnato sulle pendenze del Premier, disimpegnato sull’ecatombe delle morti bianche, fa passare il furto di un portafoglio al Pigneto come emergenza assoluta, tace sul 2,9% del Pil rappresentato dal giro d’affari della ‘Ndangreta. Una nuova Italia, con la sinistra smarrita che non si decide a fare un “bagno d’umiltà semantica” rigeneratore. Al Senato c’è chi ha paragonato la lettera di Berlusconi a Schifani al discorso di Mussolini sull’omicidio Matteotti che diede il via alla fase dittatoriale del fascismo. Esagerazioni? Qui siamo. Per adesso. Si balla sul filo di lana.

Mills, “da Gandus grave inimicizia”. Dall’istanza di ricusazione del giudice Gandus (esponente di Magistratura democratica) presentata dai legali di Berlusconi si legge che da parte del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus sarebbero state fatte “reiterate manifestazioni di pensiero” che “appalesano” una “inimicizia grave nei confronti dell’imputato Berlusconi”. Chicca finale: “Gandus possedeva azioni Mediaset”.

Massimo D’Alema: “C’è un clima tutt’altro che positivo a causa dell’iniziativa di Berlusconi. Siamo ai colpi di mano. Ci sarà una nostra risposta adeguata, ferma, dura, senza sconti di alcun tipo”.

Fabrizio Cicchitto: “Bisogna decidere se si vuole mettere da parte l’uso politico della giustizia o se si vuole continuare a cavalcarla. Il Pd è in difficoltà, per recuperare consensi torna allo scontro. Se si fa trascinare da Di Pietro, toccherà il fondo”.

Manlio Minale (procuratore della Repubblica di Milano): “respingo le illazioni contenute nella lettera di Berlusconi al presidente del Senato Schifani in cui si parla di “stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici” nel processo Mills-Berlusconi”.

Luigi Zanda: “Ci opporremo con tutta la nostra forza agli emendamenti “salva premier”. Siamo vicini a una situazione di “emergenza democratica”.

Dario Franceschini: “C’è un contrasto stridente con le dichiarazioni programmatiche di Berlusconi incentrate sul dialogo e ciò che sta accadendo. E’ un emendamento spudorato. L’esigenza di riformare le regole esiste ancora ma noi non possiamo dialogare con chi procede a colpi di mano”.

Roberto Calderoli: “Non capisco l’atteggiamento dell’opposizione, una alzata di scudi propagandistica. Fu proprio Fassino a chiedere di velocizzare i processi prevedendo un elenco di reati e procedimenti che avessero la priorità sugli altri”.

Pier Ferdinando Casini: “Le iniziative dissennate di queste ore fanno capire perché l’Udc non fa parte della maggioranza e del governo e perché aveva un senso impedire che l’Udc ne facesse parte”.

Anm (Sindacato magistrati): “Chi governa non può denigrare e delegittimare i giudici e l’istituzione giudiziaria quando è in discussione la sua posizione personale. Questi comportamenti rischiano di minare alla radice la credibilità delle istituzioni”.

Anna Finocchiaro: “E’ inaccettabile quanto sta avvenendo in Senato. Di fronte alla gravità di tali avvenimenti c’è la necessità che il Parlamento discuta molto seriamente”.

Antonio Di Pietro: “Da Veltroni aspetto i fatti. Non mi fido più. Altre volte alza la voce poi tratta sottobanco. Per ora l’unica opposizione vera è quella dell’Idv”.

Antonello Soro: “Sulle norme per sospendere i processi Berlusconi faccia un passo indietro, altrimenti il Pd farà una opposizione durissima”.

Gerardo D’ambrosio: “E’ in atto un vulnus alle regole della democrazia”.

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