Se il magistrato Gandus dà lezioni di devolution

Alla base dell'istanza con la quale il Cavaliere ha ricusato il presidente della decima sezione del Tribunale di Milano Nicoletta Gandus ci sarebbero dichiarazioni del magistrato milanese contro alcuni provvedimenti adottati o proposti dal governo Berlusconi. Per i legali del presidente del consiglio, infatti, sarebbero state fatte "reiterate manifestazioni di pensiero" che appalesano una "inimicizia grave nei confronti dell'imputato Berlusconi".

Prime tra tutte, quelle contenute in un documento del procuratore Armando Spataro - firmato dalla Gandus - risalente alle elezioni del 2006 in cui si chiedeva allo schieramento guidato da Romano Prodi di abrogare, in caso di vittoria, numerose leggi licenziate durante il governo di centrodestra: la Legge di "depenalizzazione" del falso in bilancio, la Legge cd. "ex Cirielli", "la barbara riforma della legittima difesa approvata definitivamente il 24.1.06" e la cd. Legge Pecorella sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento".

Dopo il salto, invece, trovate un breve testo che la Gandus ha pubblicato sul sito web "cappuccino.it" nel giugno del 2006 in cui disserta in materia di devolution.

"La “devolution” è una delle questioni fondamentali sottoposte a referendum. È importante opporvisi perché è espressione della generale posizione antidemocratica, centralista, autoritaria della controriforma e non rappresenta affatto una apertura al federalismo.
Il federalismo è una antica battaglia della sinistra, del pensiero liberale democratico, libertario e del solidarismo cattolico ed è affermato nella costituzione come valorizzazione delle autonomie: prima di tutto dei Comuni (istituzioni di base in diretto rapporto coi cittadini), poi di Province e Regioni.
Invece la devolution della controriforma:
- nega il ruolo dei Comuni, di cui distrugge l’autonomia ; la politica del centro destra che propone la devolution ha attaccato alla radice la finanza e la gestione dei servizi municipali;
- realizza un nuovo “centralismo di stato regionale”, senza alcuna forma di solidarietà (la “secessione” della Lega);
- lascia al potere legislativo centrale tutte le decisioni di indirizzo politico generale; non rappresenta effettivamente le Regioni nel “Senato delle Regioni”; non prevede alcuna forma di federalismo fiscale, senza il quale il regionalismo non può operare;
- è sovrastata da un incombente potere autoritario e centralista, concentrato nelle mani del capo del governo.
La devolution è il contrario del federalismo, che non si “devolve” dall’alto ma si costituisce dal basso, a partire dall’esperienza sociale e municipale di autonomia."
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