Elsa Fornero e il mercato del lavoro: «Riforma del ciclo di vita». Verso un contratto unico?

Elsa Fornero - Contratto unico

Incassata la fiducia alla Camera sulla manovra più dura di sempre, scontata anche quella al Senato, l'esecutivo Monti - e in particolare Elsa Fornero - si può concentrare sul mercato del lavoro. E già ci si chiede quali slogan verranno adottati per far digerire l'intervento, che si preannuncia sullo stesso tenore del decreto salva-Italia, e se la Fornero tornerà a mostrare le sue lacrime in pubblico.

In una lunga intervista al Corriere della Sera, il ministro chiarisce che presto toccherà a questa seconda riforma, che sarà "strutturale" con quella del sistema pensionistico. E non esagera affatto, Elsa Fornero, quando afferma che si tratta di una vera e propria

Riforma del ciclo di vita.

Una definizione ambiziosa, che dovrebbe addirittura spaventare un po', ma perfettamente coerente con quel che si è fatto fin qui: l'idea è quella di incentivare i lavoratori a lavorare più a lungo, le imprese a tenersi lavoratori fino a 70 anni. Dietro allo slogan dell'adeguamento all'aspettativa di vita, si nasconde in realtà il paradosso di un mondo del lavoro che dovrebbe ospitare al suo interno persone che, per raggiunti limiti anagrafici, non possono più rendere come un tempo e che, dopo aver lavorato una vita, meriterebbero la pensione; non solo: c'è una profonda, radicale trasformazione del concetto stesso di lavoro, che diventa, di fatto, l'unico scopo della vita di una persona.

La Fornero, poi, spiega che vorrebbe eliminare i vari contratti precari e andare verso un contratto unico, che permetta

ai giovani di entrare nel mercato del lavoro con un contratto vero, non precario. Ma un contratto che riconosca che sei all'inizio della vita lavorativa e quindi hai bisogno di formazione e dove parti con una retribuzione bassa che poi salirà in relazione alla produttività. Insomma, io vedrei bene un contratto unico, che includa le persone oggi escluse e che però forse non tuteli più al 100% il solito segmento iperprotetto.

Naturalmente, il contratto unico non è negativo o positivo di per sé: occorre vedere che cosa prevederà. E non ci vorrà molto per scoprirlo.

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