Silvio Berlusconi va in esilio? Il Cavaliere come Craxi, ma la meta è il Sudafrica

L'ipotesi arriva dal Corriere della Sera. Una sparata giornalistica o c'è un fondo di verità?


D'altra parte Bettino Craxi è per molti versi il suo mentore politico, quindi la decisione di Silvio Berlusconi di seguirne le orme e darsi all'autoesilio per non finire in carcere potrebbe avere anche un valore simbolico. Peccato che la meta prescelta non sia la Tunisia, ma il Sudafrica. Ebbene sì, il Cavaliere alle prese con mille procedimenti, fresco di condanna in primo grado nel Processo Ruby e una situazione che sta volgendo davvero al peggio, sarebbe pronto a fare armi e bagagli e darsi alla macchia.

L'ipotesi è di quelle da prendere con le pinze, molto probabilmente solo una sparata giornalistica. Anche se, visto che questa volta tra Ruby e Mediaset il Cavaliere potrebbe non scampare alla giustizia, non si può escludere anche il più clamoroso dei gesti. A parlarne esplicitamente è Francesco Verderami sul Corriere della Sera:

Il leader che cercava «il giudizio della storia» e che invece è stato giudicato da un tribunale, più della fine politica teme ora di non potersi riscattare. Ecco perché - subito dopo aver appreso la sentenza - è caduto in prostrazione, meditando addirittura l'esilio: «Me ne vado via, in Sudafrica». Ora si spiega cosa volesse dire Alfano l'altro ieri, quando ha riferito di una chiamata al «presidente», invitato a «tenere duro e ad andare avanti».

Beh, magari Angelino Alfano lo invitava ad "andare avanti" nella sua battaglia, non nel viaggio verso il Sudafrica. Ma poi, perché proprio il Sudafrica? Forse il Cavaliere pensa che sarebbe ben accolto da uno come Jacob Zuma, presidente della nazione arcobaleno, inguaiato con la legge e alle prese con mille scandali e accuse di corruzione. O forse che, viste le critiche condizioni di Nelson Mandela, dalle parti di Città del Capo sarebbero contenti che arrivasse un altro leader politico degno del Nobel per la pace (Berlusconi non l'ha mai vinto, ma si sa che lo meriterebbe per aver "posto fine alla guerra fredda").

Al momento sembra che il Cavaliere sia più che altro convinto di poter proseguire la sua battaglia per una "giustizia degna dell'Italia" restando nei confini della patria, ma se tutto andasse in malora non si può escludere nulla. Anche perché Berlusconi sta in effetti disponendo in gran fretta per la sua successione, come stiamo vedendo con l'incoronazione di Marina Berlusconi; in modo da non lasciare la politica italiana scoperta nel momento in cui chiudesse la valigia, prendesse per braccio Francesca Pascale e si dirigesse all'altro capo dell'equatore. Il più lontano possibile da Ilda Boccassini.

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