Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Approvato dal Senato l’emendamento “sospendi processi”. Pd e Idv escono dall’aula. Alta tensione politica. Da Napolitano sia Berlusconi che Veltroni. Il Premier: “Stavolta non mi incastrano. Siamo nel giusto, andiamo avanti”. Il leader del Pd: “Con noi ha chiuso”. Di Pietro: “Firme per il referendum”. Tornano i girotondi. Pg di Milano: “No a ricusazione”.

Il nostro commento. Non capita tutti i giorni che il maggior partito di opposizione abbandoni un’aula parlamentare. Decisione legittima ma discutibile. Il Pd rischia l’effetto boomerang. Chi non ricorda la frase di Veltroni: “Chi vince le elezioni governa?”. Il governo però rischia di far accendere la miccia di una forte protesta. L’Italia è in crisi e non ha bisogno di scontri di piazza o di scioperi. E la democrazia si regge nel rapporto fra maggioranza e minoranze. Con il sì alla “blocca processi” la “ricreazione” è finita. Si torna allo scontro politico e sociale. E’ solo questione di tempo. E’ solo questione di … caos.

Silvio Berlusconi: “Se pensano di mettermi in un angolo, come nel ’94, si sbagliano. Io vado giù dritto e non mi fermo. Non mi faccio ricattare da un giudice quando ho dimostrato la mia innocenza. La giudice Gandus disse “ A questo str … di Berlusconi gli facciamo un c … così. Gli diamo sei anni e poi lo voglio vedere fare il Presidente del Consiglio”.

Filippo Berselli (relatore con Vizzini del decreto sicurezza e degli emendamenti contestati): “Agiamo nell’interesse della collettività perché bloccando i vecchi processi per reati non gravi diamo priorità a quelli per reati più gravi”.

Walter Veltroni: “Sono salito al Quirinale per spiegare al presidente Napolitano che, dopo il cambio di marcia del governo, il dialogo è finito. Siamo preoccupati per il nuovo clima politico e per le conseguenze”.

Federico Bricolo: “Per la Lega Nord se voi state dentro o fuori dell’aula non cambia niente. Tanto cambieremo questo paese alla faccia vostra”.

Pier Luigi Bersani: “Berlusconi ha messo un macigno sul dialogo. Non sarà mai uno statista. Presto pagherà le conseguenze”.

Umberto Bossi: “Ma quale norma ad personam? E’ una misura già richiesta da molti magistrati, necessaria dopo l’indulto per riorganizzare gli uffici giudiziari”.

Antonio Di Pietro: “Berlusconi utilizza le istituzioni per farsi leggi a suo uso e consumo. Qui è a rischio lo Stato di diritto. Raccogliamo subito le firme per un referendum. L’emendamento congela-processi non c’entra niente con la sicurezza. Cosa c’è di più pericoloso di un premier accusato di corruzione in atti giudiziari?”.

Lanfranco Turci: “Ci vuole un patto di unità nazionale fra destra e sinistra per fermare ed espungere Berlusconi dalla vita politica italiana”.

Anna Finocchiaro: “Questa norma aggraverà il lavoro in tutti i tribunali. Berlusconi fa saltare il nuovo bipolarismo. Forse riuscirà ad evitare questa sentenza grazie alle norme del Senato ma così non si rinnova l’Italia”.

Emma Bonino: “E’ una pagina buia della storia della Repubblica, sono stata in aula per votare contro e ricordarla”.

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