Riforma della giustizia: Epifani fa la voce grossa contro il Pdl

Il Popolo delle Libertà tenta il blitz, per mettere mano alla magistratura nella riforma della Costituzione che sarà. Ma il Pd blocca tutto.

Dopo la condanna nel Processo Ruby (e mentre il Cavaliere resta in attesa delle altre sentenze che incombono) torna d'attualità parlare di riforma della giustizia. Il meccanismo è sempre lo stesso: la discussione si sopisce, e poi risalta fuori non appena le scintille tra magistratura e Pdl tornano a scoppiare. Da qualche giorno infatti si sente parlare del blitz del Pdl sul tema giustizia; ieri si è capito anche quali sarebbero le modalità.

Si tratta di intervenire nel disegno di legge costituzionale che crea il comitato dei 40 che dovranno riscrivere la Costituzione. Nel testo si prevede che non ci si occuperà del titolo IV della Costituzione, quello che parla di magistratura. Proprio il punto che il Pdl ha tentato di affondare, inserendo un emendamento che propone di sostituire al comma 1 dell’articolo 2 del Ddl 813 le parole «degli articoli di cui ai titoli I, II, III e V della parte seconda della Costituzione,» con «degli articoli di cui alla parte seconda della Costituzione». E così la giustizia tornerebbe in ballo.

Quello che dalle parti del Pdl probabilmente si sono scordati è che non solo sono in un governo di larghe intese con il Pd - non che sia un partito minaccioso, ma accettare che il Pdl faccia il bello e brutto tempo sulla giustizia ne rappresenterebbe la fine politica -, ma che soprattutto è proprio il Partito Democratico ad avere la maggioranza assoluta alla Camera. E quindi una cosa del genere semplicemente non ha nessuna speranza di passare, se non inserendola di nascosto per poi incrociare le dita che nessuno se ne accorga (ma ci hanno già provato anche così).

Così, il segretario del Pd Epifani non si deve neanche sforzare troppo per bocciare il tutto. Gli basta alzare un po' la voce in diretta ad Agorà e ricordare chi è che ha la maggioranza alla Camera: "Il provvedimento muore prima di nascere perché non siamo d'accordo. E avendo noi i numeri in maggioranza, non ho neanche bisogno di insistere. È un segnale di fumo: gli accordi erano altri, il programma presentato da Letta diceva altre cose. In ciò che si modifica della seconda parte della Costituzione, la giustizia non a caso era stata esclusa dagli accordi intervenuti".

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