C'è crisi? Il sindaco si riduce lo stipendio

Il sindaco di Amelia si riduce lo stipendio

Quella di Riccardo Maraga non è la prima iniziativa del genere: altri amministratori comunali, negli ultimi mesi, hanno preso la stessa decisione. Il modo di comunicarla, però, è perfettamente in linea con i tempi. Maraga, sindaco ventottenne di Amelia una cittadina da 12mila abitanti in provincia di Terni, considerata la crisi ha deciso di ridursi l'indennità che gli spetta in quanto primo cittadino. E lo ha spiegato su Facebook con una specie di messaggio di fine anno (molto più realistico e concreto di quello di Giorgio Napolitano a un'intera nazione) diretto ai suoi concittadini, in cui ha delineato anche le prossime linee guida del suo mandato.

    Cari amerini e care amerine vi auguro un sereno 2012. Sono consapevole che è un anno al quale guardiamo con preoccupazione e con scarsa fiducia. Voglio che sappiate che chi sta guidando la città è consapevole che in questa fase storica vengono chiesti pesanti sacrifici ai cittadini e, alla luce di questo, mi sono riproposto ancora di più di gestire i soldi pubblici, che sono i vostri soldi, con particolare attenzione, oculatezza e diligenza del buon padre di famiglia. Per questo nel 2011, anche andando contro immediati tornaconto elettorali e di consenso, non ho preso nuovi mutui ma ho al contrario cercato di valorizzare mutui già presi o residui di mutui su cui pagavamo interessi passivi. Sempre per qusto ritengo che prima di pagare affitti passivi occorre valorizzare il patrimonio comunale ed ho quindi predisposto un piano di disdette per i fitti passivi che gravano sul nostro bilancio, cioè sui vostri soldi. Per la stessa motivazione ritengo che dobbiamo iniziare una nuova opera pubblica molto costosa solo se realmente necessaria, fattibile e coperta sul piano finanziario. In questa fase sta emergendo una grande diversità di prospettive tra chi, come me e la mia squadra, non vuole fare opere finalizzare solo ad accumulare consenso ma vuole gestire al meglio le risorse dei cittadini e chi è interessato solo alla polemica politica senza avere una visione a lungo raggio. E' finita la politica volta ad accumulare consenso elettorale scaricando i costi su chi viene dopo: vediamo oggi cosa ha comportato questo soprattutto sulle nuove generazioni. Essere nuovi significa essere anche questo. Per questo il primo a fare sacrifici sarò io e nel 2012 mi autiridurrò l'indennità da sindaco e percepirò poco più di 1000 euro al mese. Buon anno a tutti

Ma Maraga non è il primo, dicevamo, a muoversi su questa linea di rigore.

Spulciando fra le notizie locali degli ultimi mesi - nessuno dedica mai le prime pagine di giornali a tiratura nazionale, a notizie simili - si scoprirà, non senza sorpresa, che la medesima decisione è stata presa in comuni di tutta Italia, da Nord a Sud. Per esempio, dal sindaco di Campobello di Mazara (Trapani), da quello di Barzanò (Lecco), dal primo cittadino di Garlasco (Pavia), così come dalla giunta di Brolo, da Villacidro (capolouogo della provincia del Medio Campidano in Sardegna), da Brolo (in provincia di Messina). Anche ad Agrigento, il consiglio comunale si è autodimezzato il gettone di presenza, e l'elenco non è certo esaustivo.

Certo, chi amministra - bene - sul territorio, dovrebbe poter contare su una base economica solida, e chiunque abbia avuto esperienza di consigli comunali anche piccoli sa che, se preso seriamente, quello della politica locale è un impegno notevole. Ma è noto che i tagli agli enti locali hanno penalizzato, per prima cosa, proprio le amministrazioni che sono a contatto diretto col territorio.

E così sembra proprio che gli amministratori locali, in parecchi casi, abbiano deciso di dare un segnale alla cosiddetta casta - che invece, ai propri emolumenti e benefici rimane saldamente ancorata - e di dare anche il buon esempio in tempo di crisi.

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO