Il ritorno di Giulio Tremonti

giulio tremonti intervista corriere cosa ha detto futuro pdlSvanito. E chi si ricordava più Giulio Tremonti? L'Harry Potter delle finanze era pressoché sparito una volta insediatosi il governo tecnico di Mario Monti, oggi si legge una sua lunga intervista firmata Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera. Che cosa racconta Tremonti? Il primo dato è che secondo il passato ministro dell'Economia, l'attuale governo tecnico di Mario Monti è credibile in Europa, ma non per i mercati. La prova sarebbe lo spread ancora intorno ai 500 punti.

Secondo Tremonti il decreto salva-Italia sarebbe una misura utile per guadagnare credibilità in Europa, ma non rassicurerebbe i mercati. Verrebbe da domandare: ma allora cosa possiamo fare per rasserenarli questi benedetti mercati? La risposta è semplice: niente. Non si può fare niente, si può aspettare che la tempesta passi. Ma come spiegava Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno "Sappiamo che la fiducia si perde con rapidità e si ritrova lentamente", e non erano neanche parole sue, ma di Ignazio Visco, numero uno di Bankitalia.

Tremonti non ha escluso un'altra manovra per 2012, anno in cui il salasso per le famiglie italiane ammonterà intorno ai 2100 euro. Potrebbe arrivarne un'altra, ma è soprattutto il ventilato intervento del FMI a preoccupare Tremonti. Gira voce infatti di una richiesta di salvataggio dell'Italia al Fondo Monetario Internazionale, che presterebbe intorno ai 400 miliardi di euro. Ma non lo farebbe gratis: spiega Tremonti "Il Fondo presta infatti capitali in cambio di un programma di governo: del suo programma di governo, controllato dalla sua burocrazia. Saremmo il primo grande Paese che va sotto programma, saremmo l'ultimo nella serie degli insuccessi del Fondo".

Interrogato da Cazzullo su quanto non ha fatto il governo Berlusconi dal 2008 a oggi, Tremonti ribatte "Neanche Stalin riusciva a fare la crescita con gli ukaze". Gli ukaz erano simili a editti: imposizioni dall'alto cui ci si doveva adeguare. Interessante questo indiretto parallelo tra Stalin e Berlusconi. La traduzione qual è? Che Berlusconi ha cercato di cavarsela con l'effetto annuncio per anni, ma alla fine i nodi, esattamente come per l'ex Unione Sovietica, sono venuti al pettine.

Ma è sul finale che Tremonti dice la cosa più importante, basta leggere tra le righe. Riguardo al futuro del PdL dice "Posso dirle questo: non credo che la crisi consenta più formule one man company o liste antropomorfe". Addio quindi alle liste con in bella evidenza "Berlusconi Presidente", addio al PdL per come lo conosciamo? Non ci credo: vedendo il Berlusconi delle ultime settimane, quello che a Santo Stefano, il 26 dicembre diceva "Io sono sempre in pista, anche per il futuro". Ma il 2012 è qui per questo: vedremo come va a finire.

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